Credito e consumatori

Mutui, in due anni sono ben 65.000 le richieste di aiuti e di sospensione delle rate

Il fondo garanzia mutui ed il fondo solidarietà sono due strumenti divenuti operativi rispettivamente nel 2015 e nel 2013 che hanno avuto, nonostante gli scopi nobili intrinsechi, una ripartenza molto lenta. Finalmente dopo anni di stallo il trend dal 2016 è sempre stato in crescita. Il Fondo di garanzia riguarda l’acquisto della prima casa e anche l’eventuale ristrutturazione, compreso il miglioramento energetico. Non ci sono limiti alla metratura dell’immobile, che però non deve rientrare nelle categorie considerate di lusso, né all’età o al reddito dei richiedenti.

L’obiettivo del Fondo garanzia mutui è permettere l’accesso al mutuo anche a chi non ha garanzie sufficienti da fornire alle banche. Il 50% della quota capitale, per un limite massimo di 250 mila euro, viene infatti garantito dallo Stato. Uno strumento decisamente utile in un mercato immobiliare in cui con i tassi di interesse bassi stanno aumentando le compravendite,: nel terzo trimestre 2016, per il settore residenziale, sono salite del 17,4% (nel semestre precedente l’aumento era stato del 22,9%). Solo per enunciare qualche dato fino ad ottobre, le richieste di attivare la garanzia statale sono state 15.767, di cui 8.638 accolte. La concessione del finanziamento e il ricorso al Fondo restano facoltà della banca. Mermati spiega: “ La dotazione finanziaria iniziale era di 650 milioni di euro e al ministero dell’Economia assicurano che le risorse ancora a disposizione possono coprire tutto il 2017, senza necessità di rifinanziamenti”. Anche secondo l’ABI il flusso di richieste e le domande accolte rappresentano “un grande risultato della collaborazione fra banche e istituzioni” che va tutto a vantaggio delle famiglie che ancora scontano gli effetti della crisi, ma aspirano ad acquistare la propria casa.

Da dove giungono le domande e dove va presentata ?

Il 66% delle domande è arrivato dal Nord Italia, il 18% dalle regioni del Sud e il 15% da quelle del Centro. Addirittura il 27% delle richieste è stato presentato da soggetti nati all’estero. La maggior parte delle domande , ben il 64,7%, viene effettuata dai giovani fra i 18 e i 35 anni, e nel 40% dei casi il valore del mutuo richiesto varia tra 100 e 150mila euro. La domanda va presentata a una delle 171 banche aderenti: l’elenco è consultabile sul sito della Consap, la società in house del ministero dell’Economia incaricata di gestire il Fondo (www.consap.it).

Il Fondo di solidarietà invece è gestito dal ministero dell’Economia. Lo scopo del fondo è il sostegno al versamento delle rate, un problema creatosi ed esploso negli anni della crisi e ancora non superato, si pensi, infatti, che stando agli ultimi dati Istat ben il 5,4% la percentuale di famiglie risulta in ritardo con il pagamento del mutuo o dell’affitto. Nel 90% d i casi il blocco delle rate è stato causato purtoppo dalla perdita del lavoro. Per poter fare domanda al Fondo ed ottenere la sospensione delle rate è inoltre necessario avere un reddito Isee che non superi i 30mila euro annui, utilizzare il prestito per l’acquisto di un immobile non di lusso adibito ad abitazione principale e che il mutuo non superi i 250mila euro. Il Fondo di solidarietà già previsto in realtà dalla legge di Stabilità del 2008 è diventato operativo poi solo ad aprile 2013. Il fondo consente a chi ha un mutuo per l’acquisto della prima casa di chiedere la sospensione del pagamento dell’intera rata per un periodo massimo di 18 mesi (lo Stato paga gli interessi), in caso di perdita del lavoro, decesso o handicap. La richiesta dal 2016 in poi è letteralmente esplosa, si pensi che al 31 ottobre 2016 le istanze accettate sono state 36.903 (sulle 49.668 ricevute), per un importo complessivo di 50,4 milioni di euro. In totale, fra Fondo di garanzie e Fondo di solidarietà sono arrivate quindi più di 65mila domande. La maggior parte delle domande è arrivata dal Nord, soprattutto dalla Lombardia. L’ultimo aiuto ai consumatori, datato marzo 2015, deriva da un accordo siglato tra Abi ed associazioni dei consumatori che prevede la possibilità di richiedere la sospensione della quota capitale per un periodo massimo pari a 12mesi. Si tratta di uno strumento alternativo e di carattere residuale rispetto alla sospensione della rata del mutuo, con cui non è cumulabile. Può essere richiesto anche in caso di perdita del lavoro. sospensione o riduzione dell’orario, handicap grave e decesso.

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