Ancora poche le speranze di vedere i costi energetici tornare ai livelli precedenti ai conflitti in Medio Oriente. A sottolinearlo è il nuovo studio sullo scenario macroeconomico internazionale della Banca del Fucino. La ripresa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran ha infatti riacceso le attese di inflazione, spingendo le banche centrali a rivedere le politiche sui tassi. Negli Stati Uniti la crescita appare sempre più legata agli investimenti nell’intelligenza artificiale, mentre resta debole la fiducia dei consumatori. La Cina accelera nell’export tecnologico, con i semiconduttori a +121,9%, ma continua a fare i conti con la crisi immobiliare e il rallentamento dei consumi. Nell’Eurozona la crescita resta contenuta, con Francia e Germania sostenute soprattutto dalla spesa pubblica. L’Italia, con un Pil in aumento dell’1% nel secondo trimestre, cresce più dei due principali partner europei ma resta lontana dalla Spagna, a +2,7%. Positivi gli investimenti e l’export, mentre l’aumento delle importazioni penalizza la crescita. Lo spread Btp-Bund resta poco sopra gli 80 punti, ma il mercato dei titoli pubblici rimane sotto osservazione per i possibili effetti dell’incertezza geopolitica e di nuovi rialzi dei tassi.
Ancora poche le speranze di vedere i costi energetici tornare ai livelli precedenti ai conflitti in Medio Oriente. A sottolinearlo è il nuovo studio sullo scenario macroeconomico internazionale della Banca del Fucino. La ripresa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran ha infatti riacceso le attese di inflazione, spingendo le banche centrali a rivedere le politiche sui tassi. Negli Stati Uniti la crescita appare sempre più legata agli investimenti nell’intelligenza artificiale, mentre resta debole la fiducia dei consumatori. La Cina accelera nell’export tecnologico, con i semiconduttori a +121,9%, ma continua a fare i conti con la crisi immobiliare e il rallentamento dei consumi. Nell’Eurozona la crescita resta contenuta, con Francia e Germania sostenute soprattutto dalla spesa pubblica. L’Italia, con un Pil in aumento dell’1% nel secondo trimestre, cresce più dei due principali partner europei ma resta lontana dalla Spagna, a +2,7%. Positivi gli investimenti e l’export, mentre l’aumento delle importazioni penalizza la crescita. Lo spread Btp-Bund resta poco sopra gli 80 punti, ma il mercato dei titoli pubblici rimane sotto osservazione per i possibili effetti dell’incertezza geopolitica e di nuovi rialzi dei tassi.