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Gestione del credito, chiusa l’istruttoria AGCM su Go Bravo : accolti 11 impegni correttivi

Il procedimento nei confronti di Reparadora RTD Italia si conclude senza accertamento dell’infrazione. Al centro dell’istruttoria, le informazioni fornite ai consumatori, le promesse di riduzione del debito, la sospensione dei pagamenti e la trasparenza delle commissioni.

Con il provvedimento n. 32066, pubblicato nel Bollettino n. 39 del 12 ottobre 2026, l’AGCM ha concluso il procedimento avviato nei confronti di Reparadora RTD Italia S.r.l., società attiva attraverso il marchio Go Bravo, accettando e rendendo obbligatori 11 impegni correttivi presentati dall’azienda.

Il procedimento, avviato il 28 ottobre 2025, ha riguardato le modalità di promozione e commercializzazione dei servizi di debt settlement, attraverso i quali vengono assistiti i consumatori in difficoltà finanziaria nella negoziazione delle proprie posizioni debitorie, con l’obiettivo di ottenere una riduzione dell’esposizione complessiva o una rimodulazione delle condizioni di rimborso.

Le criticità esaminate dall’Autorità riguardano la chiarezza delle informazioni fornite ai clienti, la rappresentazione dei risultati conseguibili, le conseguenze dell’interruzione dei pagamenti ai creditori e la trasparenza dei costi applicati.

Secondo le ipotesi formulate in sede di avvio del procedimento, Reparadora avrebbe fornito, attraverso i propri portali web e durante le interlocuzioni precontrattuali, informazioni omissive o potenzialmente ingannevoli sulla propria qualifica, sulle caratteristiche dei servizi offerti e sui rischi connessi alla loro adesione.

In particolare, i consumatori avrebbero potuto essere indotti a ritenere che la società operasse come un intermediario finanziario sottoposto a vigilanza e che fosse in grado di garantire risultati nella negoziazione delle posizioni debitorie, anche senza aver preventivamente acquisito il consenso degli enti creditori.

L’istruttoria ha inoltre esaminato alcune comunicazioni telefoniche nelle quali la riduzione del debito sarebbe stata prospettata come un risultato certo, senza chiarire che qualsiasi accordo richiede il consenso dei creditori.

Un altro aspetto ha riguardato la sospensione dei pagamenti: il modello operativo esaminato avrebbe previsto la possibilità per il consumatore di interrompere il versamento delle rate e accantonare somme destinate a un’eventuale rinegoziazione. Secondo l’AGCM, tuttavia, i clienti potrebbero non essere stati adeguatamente informati dei rischi connessi, tra cui l’aggravamento della posizione debitoria, le segnalazioni nei sistemi di informazione creditizia e le iniziative di recupero.

L’Autorità ha infine sollevato dubbi sulla trasparenza delle commissioni trattenute sulle somme versate, anche in caso di recesso o mancato accordo con i creditori, ipotizzando che la vulnerabilità economica dei consumatori potesse essere sfruttata per ottenere pagamenti non adeguatamente giustificati dalle attività svolte.

Per superare le criticità oggetto dell’istruttoria, Reparadora ha presentato un pacchetto di 11 impegni che intervengono sulle procedure commerciali, sulla documentazione contrattuale, sui controlli interni e sulle condizioni economiche dei servizi.

Gli impegni prevedono una maggiore trasparenza delle informazioni precontrattuali, chiarendo che la riduzione del debito non è garantita ma subordinata all’accordo con i creditori. Viene inoltre introdotto un intervallo minimo di 24 ore tra la consegna della documentazione e la firma del contratto, mentre le comunicazioni telefoniche dovranno illustrare chiaramente rischi, costi e caratteristiche del servizio.

Sul piano organizzativo, sono previsti controlli più rigorosi sulle attività commerciali, formazione del personale e una revisione dei sistemi di incentivazione.

Tra le misure più rilevanti figura la riduzione della durata contrattuale da 24 a 18 mesi, per i contratti stipulati dal 1° settembre 2026, con restituzione integrale delle commissioni maturate qualora il cliente non ottenga alcun beneficio dalla rinegoziazione del debito.

Reparadora si è inoltre impegnata a rimborsare le commissioni ai consumatori che hanno presentato segnalazioni all’AGCM durante l’istruttoria e a introdurre una procedura per la gestione dei rimborsi, sottoponendo l’attuazione degli impegni a una verifica indipendente. Ai clienti rimborsati potrà essere proposta, su base volontaria, una nuova adesione con compensi legati all’effettivo risultato della negoziazione.

L’AGCM ha ritenuto gli impegni presentati da Reparadora idonei a superare i possibili profili di scorrettezza contestati, chiudendo il procedimento senza accertare alcuna infrazione.

La società dovrà informare l’Autorità sull’attuazione degli impegni secondo le scadenze previste dal provvedimento, con un termine fissato al 15 gennaio 2027 per le ulteriori misure.

L’Autorità potrà riaprire il procedimento qualora gli impegni non vengano rispettati, intervengano modifiche rilevanti della situazione di fatto o emerga che la decisione sia stata assunta sulla base di informazioni incomplete, inesatte o fuorvianti.

Pur riguardando specificamente l’attività di Reparadora, il provvedimento offre alcuni spunti di riflessione sulle modalità con cui vengono proposti e gestiti i servizi di assistenza alla rinegoziazione delle esposizioni debitorie.

Il primo riguarda la corretta rappresentazione delle possibilità di raggiungere un accordo con i creditori. La prospettiva di ottenere una riduzione del debito non può essere presentata come un risultato certo prima che siano state effettivamente concordate le relative condizioni.

Un secondo elemento riguarda le conseguenze dell’inadempimento. La sospensione dei pagamenti, anche quando finalizzata alla costituzione di una provvista per una futura transazione, può incidere sulla posizione del debitore e non comporta automaticamente la sospensione delle iniziative del creditore.

Infine, emerge il tema della trasparenza economica delle soluzioni proposte: l’eventuale beneficio derivante dalla rinegoziazione deve essere valutato anche alla luce dei costi del servizio e dei rischi connessi al percorso intrapreso.

Il provvedimento non introduce nuove regole generali per l’intero settore, ma rappresenta un riferimento sulle criticità che possono emergere nella negoziazione delle posizioni debitorie e sulle misure organizzative e informative individuate per prevenirle.