Nel 2025 le imprese italiane crescono meno e guadagnano meno, ma arrivano all’appuntamento con bilanci più robusti. È il quadro che emerge dall’Osservatorio Bilanci di Cerved, basato sui primi 180 mila bilanci depositati a giugno 2026. I ricavi sono aumentati dell’1,7%, in rallentamento rispetto al +2,4% del 2024, mentre quasi il 44% delle aziende non ha incrementato il fatturato e una su cinque ha chiuso l’anno in perdita. In calo anche la redditività: il ROE complessivo passa dal 10,7% al 9,5%, con costruzioni e servizi che restano comunque tra i comparti più profittevoli. A pesare è una crescita più debole, nonostante il calo dei costi delle materie prime e la riduzione del costo del debito, sceso al 4%. Il dato più interessante arriva però dalla struttura finanziaria: la patrimonializzazione raggiunge il 39,3%, vicino alla soglia del 40%, con microimprese già oltre questo livello.
Nel 2025 le imprese italiane crescono meno e guadagnano meno, ma arrivano all’appuntamento con bilanci più robusti. È il quadro che emerge dall’Osservatorio Bilanci di Cerved, basato sui primi 180 mila bilanci depositati a giugno 2026. I ricavi sono aumentati dell’1,7%, in rallentamento rispetto al +2,4% del 2024, mentre quasi il 44% delle aziende non ha incrementato il fatturato e una su cinque ha chiuso l’anno in perdita. In calo anche la redditività: il ROE complessivo passa dal 10,7% al 9,5%, con costruzioni e servizi che restano comunque tra i comparti più profittevoli. A pesare è una crescita più debole, nonostante il calo dei costi delle materie prime e la riduzione del costo del debito, sceso al 4%. Il dato più interessante arriva però dalla struttura finanziaria: la patrimonializzazione raggiunge il 39,3%, vicino alla soglia del 40%, con microimprese già oltre questo livello.