Il mercato italiano del private equity e venture capital rallenta dopo un primo semestre particolarmente dinamico. Tra luglio e dicembre 2026 sono previste 251 operazioni, il 28% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo la Italy Private Equity Confidence Survey realizzata da Deloitte Private con AIFI e Osservatorio PEM.
Nei primi sei mesi dell’anno sono state concluse 299 operazioni, in crescita del 20%, per un controvalore complessivo di 1,6 miliardi di euro. Nel prossimo semestre gli operatori sembrano però orientati verso investimenti più contenuti a causa delle incertezze economiche: i deal sotto i 30 milioni salgono al 64,6%, mentre diminuisce il peso delle operazioni di maggiore dimensione.
Il Nord Italia resta il principale mercato con il 72,9% delle transazioni, ma guadagnano terreno il Centro e il Sud. Il manifatturiero si conferma il settore più attrattivo, seguito da Food & Beverage e beni di consumo. Sempre più centrale anche l’intelligenza artificiale, utilizzata dall’87,5% degli operatori nella selezione delle aziende target.
Il mercato italiano del private equity e venture capital rallenta dopo un primo semestre particolarmente dinamico. Tra luglio e dicembre 2026 sono previste 251 operazioni, il 28% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo la Italy Private Equity Confidence Survey realizzata da Deloitte Private con AIFI e Osservatorio PEM.
Nei primi sei mesi dell’anno sono state concluse 299 operazioni, in crescita del 20%, per un controvalore complessivo di 1,6 miliardi di euro. Nel prossimo semestre gli operatori sembrano però orientati verso investimenti più contenuti a causa delle incertezze economiche: i deal sotto i 30 milioni salgono al 64,6%, mentre diminuisce il peso delle operazioni di maggiore dimensione.
Il Nord Italia resta il principale mercato con il 72,9% delle transazioni, ma guadagnano terreno il Centro e il Sud. Il manifatturiero si conferma il settore più attrattivo, seguito da Food & Beverage e beni di consumo. Sempre più centrale anche l’intelligenza artificiale, utilizzata dall’87,5% degli operatori nella selezione delle aziende target.