Sono 10 le società investigative finite al centro dell’inchiesta della Procura di Napoli su accessi abusivi alle banche dati pubbliche finalizzati alla diffusione di dati sensibili. Nel mirino dell’indagine agenti delle forze dell’ordine, dipendenti INPS e dell’Agenzia delle Entrate accusati di aver effettuato accessi non autorizzati su cantanti, attori, personaggi famosi ma anche cittadini comuni.
Secondo quanto emerso dagli investigatori esisteva un vero e proprio tariffario, confermato anche dal ritrovamento di un file Excel, con compensi che andavano dai 6 ai 25 euro a seconda del tipo di informazione richiesta dalle agenzie investigative, in un mercato illecito che negli anni avrebbe assunto dimensioni sempre più rilevanti.
L’inchiesta avrebbe portato alla luce circa un milione e mezzo di accessi abusivi alle banche dati pubbliche e ha fatto scattare 29 misure cautelari nelle province di Napoli, Ferrara, Bolzano, Roma e Belluno.
Sono 10 le società investigative finite al centro dell’inchiesta della Procura di Napoli su accessi abusivi alle banche dati pubbliche finalizzati alla diffusione di dati sensibili. Nel mirino dell’indagine agenti delle forze dell’ordine, dipendenti INPS e dell’Agenzia delle Entrate accusati di aver effettuato accessi non autorizzati su cantanti, attori, personaggi famosi ma anche cittadini comuni.
Secondo quanto emerso dagli investigatori esisteva un vero e proprio tariffario, confermato anche dal ritrovamento di un file Excel, con compensi che andavano dai 6 ai 25 euro a seconda del tipo di informazione richiesta dalle agenzie investigative, in un mercato illecito che negli anni avrebbe assunto dimensioni sempre più rilevanti.
L’inchiesta avrebbe portato alla luce circa un milione e mezzo di accessi abusivi alle banche dati pubbliche e ha fatto scattare 29 misure cautelari nelle province di Napoli, Ferrara, Bolzano, Roma e Belluno.