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Tutela del credito, quali sono le sfide per i prossimi 4 anni? Intervista al Consigliere UNIREC Ciro De Crescenzo

Le interviste ai nuovi consiglieri di UNIREC (Unione Nazionale Imprese a tutela del credito), inaugurate due settimane fa con quella al vicepresidente Cristian Bertilaccio, e a Giovanni Cecere, proseguono con l’intervista a Ciro De Crescenzo, eletto consigliere per la fascia A.

 

Ci racconta qualcosa della sua esperienza personale e professionale che l’ha portato a ricoprire questo ruolo?

Il mio percorso all’interno del settore della gestione del credito è cominciato molto presto, alla giovane età di 24 anni. Agli inizi degli anni 80 ebbi l’opportunità di entrare a far parte della più importante società di credito al consumo dell’epoca, la Citifin Spa, occupandomi principalmente di home collection. Ricordo ancora i tempi in cui giravo nei quartieri di Roma con lo stradario “Tutto Città” e con la speranza di trovare delle cabine telefoniche funzionanti.

Questa prima esperienza professionale mi ha dato l’opportunità di realizzarmi, offrendomi la possibilità di acquisire specifiche competenze e una solida base sulla quale creare la mia attuale professione.

Ho continuato a svolgere quest’attività come libero professionista per molti anni. Apprese le giuste competenze e avendo acquisito maggiore consapevolezza del mercato e della forte espansione che prometteva il settore, decisi di avviare una Società di capitali con altri colleghi. Poi nel 1997 ho costituito una società tutta mia, la Eurocollection srl. Ricordo di aver iniziato in uno studio con due stanze e un solo computer.

Oggi, posso dirvi che, dopo aver raggiunto determinati obiettivi nella mia vita, mi sento ancora più stimolato nel traguardarne di nuovi a livello professionale.

Mi sono sempre impegnato nelle attività di crescita della nostra organizzazione di categoria, Unirec, dove ho ricoperto inizialmente il ruolo di Coordinatore Macro Regionale Centro Italia e oggi grazie al consenso dei miei colleghi che mi hanno eletto per la seconda volta svolgo il ruolo di Consigliere nel Consiglio Direttivo di Unirec.

 

Come valuta la situazione attuale del settore del recupero crediti? In particolare, conferma che esiste, sempre più accentuata, una tendenza che vede da una parte una richiesta di livelli sempre più elevati di compliance, di adempimenti normativi, di performance e professionalità, ma dall’altra un continuo ricorso a gare e/o un generale calo dei livelli di compensation?

 

Negli ultimi anni l’attività di gestione del credito in Italia ha subito – per via di molti adempimenti normativi in merito alla gestione dei dati e all’attenzione su altri temi importanti riguardanti le norme di settore – una pressione sempre maggiore sui servicer di recupero e gestione del credito affinché i modelli organizzativi delle aziende del comparto fossero adeguati alla normativa e rispondessero sempre meglio all’esigenza della committenza su questi temi. A questo adeguamento, che ha sicuramente impattato sui costi di gestione delle attività di recupero dei crediti affidati, non è corrisposto un adeguato miglioramento delle condizioni di remunerazione dei nostri servizi.

Al contrario, data la struttura del mercato che da sempre vede una domanda dei nostri servizi molto concentrata a fronte di un’offerta molto più diversificata e in qualche modo fungibile, abbiamo assistito sempre di più a una riduzione dei compensi a fronte di maggiori costi per rendere i nostri servizi, sicuri affidabili, efficienti ed efficaci.

A tutto ciò si è aggiunta una situazione in cui l’aumento delle masse dei crediti gestiti dall’industry, dovuti principalmente allo sviluppo del mercato secondario delle cessioni dei deteriorati dalle banche italiane, ha spinto molti investitori internazionali e non, a guardare al mercato italiano, acquisendo società dalle dimensioni medio piccole per farle crescere con la gestione di questi nuovi portafogli, arricchendole anche di nuove competenze. È in atto ad oggi un consolidamento di mercato che forse non è ancora finito.

 

Come si immagina l’evoluzione della credit collection industry da qui al prossimo futuro?

 

Se analizziamo il presente molte sono le incognite. In primis la pandemia, forse alle spalle, ha di fatto congelato per due anni alcune situazioni debitorie, grazie alle moratorie e agli ammortizzatori sociali, ma con il venir meno di tali garanzie sociali potremmo assistere a maggiori difficoltà per famiglie ed imprese ad onorare i propri debiti.

Come uno dei membri del Consiglio Direttivo, già presente in quello passato, che rappresenta da imprenditore quelle imprese medio piccole numericamente importanti non solo per Unirec, ma anche per l’industry, ritengo che usciti dalla fase emergenziale del Covid-19, il settore dovrà affrontare in modo sistematico e prioritario 5 temi, già presenti nel settore da molti anni, ma complicati da un quadro macroeconomico critico:

 

  1. Probabili ulteriori aumenti delle masse di crediti da gestire

 

  1. Aumenti dei costi di gestione

 

  1. Pressione al ribasso sui prezzi dei nostri servizi

 

  1. Basse garanzie sulla canalizzazione costante del lavoro da parte delle nostre committenti

 

  1. Riforma del lavoro che potrebbe togliere la flessibilità di uno strumento come il co.co.co utile a gestire incostanza dei flussi.

 

Tali variabili pongono le nostre imprese davanti a sfide difficili e potrebbero compromettere la sostenibilità del settore. Ritengo che su questo argomento una riflessione andrà fatta da tutta l’industry, con le sue interdipendenze tra servicer più grandi e servicer più piccoli, insieme a tutti gli stakeholder di sistema. Aggiungo infine, che per le PMI, di cui faccio parte come imprenditore e come consigliere Unirec, la sfida del futuro potrà essere vinta con una maggior specializzazione e cogliendo le opportunità di aggregazione e di partnership al fine di trarre vantaggi in termini di:

 

  1. Diversificazione dei mandati, diminuendo il rischio imprenditoriale.

 

  1. Economie di scala, nel razionalizzare alcuni costi fissi.

 

  1. Integrazione dei processi, con relativa contaminazione e arricchimento delle competenze e conoscenze.

 

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