Credito e consumatori Dalla Redazione

Caro-carburante, l’Antitrust indaga su possibile restrizione della concorrenza e il Governo taglia il prezzo di 25 cent a litro fino a fine aprile

Il prezzo del carburante è ormai fuori controllo da settimane e dopo che la Procura di Roma ha aperto un’indagine per verificare le ragioni di tale aumento ed individuare eventuali responsabilità, venerdì scorso si è mossa anche l’Antitrust. “A seguito dello straordinario aumento dei prezzi della benzina e del gasolio che si è registrato negli ultimi giorni nonché delle numerose denunce ricevute – si legge nel comunicato ufficiale – l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha notificato dettagliate richieste di informazioni alle maggiori compagnie petrolifere avvalendosi anche dell’ausilio della Guardia di Finanza”. Oltre a verificare le ragioni degli aumenti, l’Antitrust vuole vederci chiaro per valutare se intervenire in caso sussista un’eventuale violazione delle norme in materia di abuso di posizione dominante o di intese restrittive della concorrenza. L’Autorità ricorda che, così come avvenuto nel corso dei primi mesi della pandemia, è attenta a monitorare gli eccezionali incrementi di prezzo che si registrano a volte durante le fasi di crisi e a verificare che tali fenomeni non siano frutto di comportamenti restrittivi della concorrenza.

Intanto venerdì sera il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto “taglia-prezzi” sui carburanti che effettua un primo taglio di 25 centesimi al litro per diesel e benzina per un periodo di 30 giorni, fino a fine aprile, a partire dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento. Il mini-taglio, che utilizza come copertura l’extragettito di Iva accumulato nell’ultimo trimestre del 2021 (308,2 milioni di euro) e il “prelievo straordinario sui profitti straordinari” dei produttori di energia, dovrebbe riportare il prezzo del carburante alla pompa al di sotto dei 2 euro al litro, anticipando un provvedimento più ampio previsto per la fine del mese. Il prossimo decreto dovrebbe prevedere il meccanismo dell’accisa mobile che cala al crescere del prezzo del carburante per alleggerire il costo complessivo. Si tratta dello stesso meccanismo introdotto nel 2007-2008 quando, in seguito alla crisi finanziaria globale, il prezzo del petrolio era triplicato in 18 mesi facendo superare i 2 euro a litro del costo del carburante alla pompa. Inoltre per tutto il 2022, l’importo del valore di buoni benzina ceduti a titolo gratuito da aziende private ai lavoratori dipendenti, nel limite di 200 euro per lavoratore, non concorre alla formazione del reddito

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