Dalla Redazione NPL e crediti deteriorati

Bain & Company: fino a 1200 miliardi di nuovi NPL in Europa

Bain & Company, società di consulenza direzionale, ha pubblicato un report che include alcune previsioni sull’entità dei nuovi flussi di crediti deteriorati tra la fine del 2021 e il 2022.

Si tratta di un intervallo temporale particolarmente delicato perché coincide con la graduale rimozione delle misure eccezionali introdotte per mitigare gli effetti della pandemia. Secondo le stime rese note in queste ore, i nuovi flussi per i paesi dell’unione europea potrebbero attestarsi su un controvalore compreso tra i 900 e i 1200 miliardi di euro.

Nel report della società di consulenza si trovano anche alcune indicazioni sulle misure che gli istituti di credito dovrebbero intraprendere per fronteggiare la nuova ondata.

Tra gli interventi più rilevanti troviamo l’identificazione degli asset del loro portafoglio crediti maggiormente sottoposti a stress, il raggruppamento in cluster e l’elaborazione si una strategia di gestione per ciascun insieme.

Ulteriori elementi di attenzione riportati nel report includono:

  • una corretta autovalutazione del proprio posizionamento rispetto ai competitor in tema di innovazione digitale e l’accelerazione degli investimenti nelle aree che possono portare maggiore redditività
  • controllo dei costi e corretto utilizzo della tecnologia, come testimoniato dai benefici ottenuti grazie alla diffusione dello smart working al ripensamento dell’uso di uffici e beni immobili
  • promozione della sostenibilità come proposta commerciale al fine di contribuire positivamente alla redditità per con prodotti di consulenza legati alla decarbonizzazione e al rischio climatico
  • considerare in modo concreto la prospettiva di un maggiore consolidamento del settore, posto che il processo di M&A attualmente in corso è destinato a intensificarsi  sia a livello nazionale, mediante acquisizione di operatori di dimensioni minori, sia in ottica trasflontaliera

Giulio Naso, partner e coautore del repor ha dichiarato: “le banche europee devono fare i conti con altre preoccupazioni, avendo sofferto per anni di un basso rendimento del capitale, con il ROE in calo ulteriormente nel 2020 e il cost-income ratio rimasto bloccato in media a circa il 66%”.

Con riferimento all’Italia, Roberto Frazzitta, partner di Bain e coautore del report ha inoltre dichiarato:  «In Italia storicamente il flusso di npl è particolarmente correlato alla decrescita del Pil: per questo motivo anche nel nostro paese la magnitudo sarà importante. Si tratta di un’ondata di portata considerevole, ma gestibile se le banche assumono un atteggiamento proattivo – è chiaro come le banche europee debbano affrontare la sfida incombente di un aumento dei crediti in sofferenza, ma è necessario che guardino anche oltre, accelerando la digitalizzazione e lavorando sulla sostenibilità, in modo che diventi veramente centrale nel loro business».

 

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