Credito e consumatori Dalla Redazione Fintech

Ant Group la IPO potrebbe superare Saudi ARAMCO

Ant Group, nata come Alipay, servizio di pagamento captive del colosso e-commerce cinese Alibaba, è diventata a sua volta un gigante, che lo scorso anno ha intermediato pagamenti per un controvalore 25 volte superiore a Paypal, la principale piattaforma di pagamento digitale al di fuori della Cina.

Numeri da capogiro

Nelle prossime settimane lancerà una Initial Public Offering (IPO) che si stima potrebbe raccogliere oltre 30 miliardi di dollari superando il record ad oggi detenuto da Saudi ARAMCO. 

Come evidenziato da un editoriale pubblicato su The Economist, questo sorpasso ha anche una valenza simbolica: segna il passaggio da un’epoca nella quale il petrolio era considerata una delle risorse più preziose a una nella quale sono i dati l’elemento fondamentale per la creazione del valore.

Applicando un multiplo price-to-earnings di 40, in linea con le grandi società di pagamenti globali, Ant potrebbe ottenere una capitalizzazione di mercato superiore a 300 miliardi di dollari, più grande  di qualsiasi altra banca al mondo.

Al di là dei numeri da capogiro, Ant Group rappresenta un caso da studiare con molta attenzione perchè consente di osservare in anticipo tutto l’enorme potenziale della finanza digitale e, al tempo stesso, può anche essere un primo avvertimento dei suoi limiti.

Al momento, rappresenta la piattaforma fintech più integrata al mondo: che si pul pensare come una combinazione di Apple Pay per il commercio tradizionale, PayPal per i pagamenti online, Venmo per i trasferimenti di denaro, Mastercard per le carte di credito, JPMorgan Chase per il credito al consumo e iShares per gli investimenti, con l’aggiunta di un brokeraggio assicurativo, il tutto in un’unica app mobile.

Le aree di business

Il modo più chiaro per comprendere il suo modello di business è quello di guardare alle quattro business unit dalle quali ottiene ricavi.

La prima è quella dei pagamenti: come ha iniziato e continua ad essere la base dell’azienda. Ant è nata nel 2004 come soluzione a un problema. Gli acquirenti e i commercianti si affollavano ad Alibaba, ma mancava un’opzione di pagamento affidabile. Alipay è stata creata come conto di deposito a garanzia, trasferendo denaro ai venditori dopo che gli acquirenti avevano ricevuto i loro prodotti. Con il lancio di un’applicazione, Alipay mobile, si è trasferita nel mondo offline, decollando definitivamente nel 2011 con l’introduzione di QR code per i pagamenti.

L’anno scorso Ant ha generato quasi 52 miliardi di yuan di ricavi dalle sue attività di pagamento. Ma la crescita sta rallentando, passando dal 55% del fatturato di Ant nel 2017 al 36% nel primo semestre di quest’anno.

Il punto cruciale è invece che i pagamenti sono il punto di accesso: il meccanismo attraverso il quale Ant acquisisce clienti, li profila e in seguito li monitora.

Il più grande beneficiario di tutti questi dati è il ramo d’azienda che si occupa di erogare finanziamenti, la seconda parte della società. Ant ha lanciato i servizi di credito al consumo già nel 2014, con Huabei, una linea di credito rotativa non garantita per gli acquisti – di fatto una carta di credito virtuale. Gli utenti potevano utilizzarla per differire i pagamenti di un mese o per suddividerli in rate.

Le carte di credito non si erano mai diffuse molto in Cina, per cui Huabei ha trovato una grande quantità di clienti interessati.  Questo ha portato a Jiebei, una funzione che permetteva agli di prendere in prestito somme più grandi. Ant dunque offre anche prestiti, con particolare attenzione alle piccole imprese, a tassi d’interesse annualizzati tra il 7% e il 14%, inferiori alle alternative delle piccole finanziarie.

In appena 5 anni Ant ha erogato 1,7 miliardi di yuan di crediti al consumo, equivalente a una quota di circa il 15% del mercato cinese. I suoi prestiti alle piccole imprese ammontano a circa 400 miliardi di yuan, circa il 5% del mercato dei prestiti alle microimprese.

Dal punto di vista finanziario, la più grande innovazione di Ant è il modo in cui finanzia la propria attività. Dopo un periodo iniziale in cui operava attraverso cartolarizzazioni, rese in seguito poco convenienti a causa di requisiti regolamentari più stringenti introdotti dopo la crisi finanziaria del 2007, oggi opera come tramite per finanziamenti concessi da altri intermediari.

La piattaforma acquisice i nuovi clienti, ne valuta il merito di credito e poi li passa alle banche alla quali carica una “commissione per i servizi tecnologici”. Dal punto di vista del cliente finale non c’è soluzione di continuità:  le richieste di credito vengono approvate o respinte con qualche tocco sullo smartphone. Per Ant si tratta di un businss molto profittevole dal momento che il 98% dei prestiti viene detenuto in bilancio da altre imprese, che si fanno carico degli onreri regolamentari. Questa divisione pesa per il 39% del fatturato nel primo semestre di quest’anno.

Il successo nella concessione dei finanziamenti è il fattore abilitante della terza e della quarta business unit: la gestione patrimoniale e le assicurazioni.

Ant ha iniziato l’attività di gestione patrimoniale nel 2013 con il lancio di Yu’ebao, o “tesoro degli avanzi”. L’idea era che i commercianti o gli acquirenti con denaro contante in Alipay potessero ottenere un piccolo guadagno parcheggiandolo in un fondo del mercato monetario. Ciò attirava le persone interessate a Yu’ebao esclusivamente per la conservazione del contante, dato che i suoi rendimenti (ora circa l’1,7%) erano superiori a quelli disponibili sui conti correnti delle banche. Nel 2017 Yu’ebao aveva dato vita al più grande fondo del mercato monetario del mondo.

Successivamente l’offerta è stata estesa portando Ant Group a diventare uno dei canali di distribuzione per gli investimenti più grandi della Cina . Oggi 170 gestori vendono su Ant più di 6.000 prodotti come i fondi azionari e obbligazionari. Complessivamente queste aziende hanno circa 4,1 trilioni di yuan di attività in gestione orginati  dall’app. In modo analogo all’attività sui fianziamenti, la piattaforma seleziona i clienti, li indirizza verso i prodotti e carica una commissione.

L’ingresso nel segmento delle assicurazioni è avvenuto più di recente e si è sviluppato utilizzando il meccanismo rodato con i finanziamenti e le gestioni patrimoniali: in collaborazione con le grandi compagnie di assicurazione, propone in vendita polizze vita, per l’auto e assicurazione medica applicando commissioni per la distribuzione.  Gestione patrimoniali e Assicurazioni rappresentano ormai quasi un quarto dei ricavi.

Le principali criticità

Dopo la descrizione dei punti di forza del gigante che si avvia alla quotazione, l’approfondimento dell’Economist si concentra su alcune potenziali criticità: quelle di carattere normativo, competitivo e quelle derivanti dallo stesso business model.

Dal punto di vista normativo il contesto Cinese presenta diversi elementi di complessità. I funzionari modificano all’infinito le regole per le banche e gli investitori, colmando le lacune che emergono in un’economia in rapida crescita, ma con un indebitamento crescente. In molti hanno ipotizzato che il governo darà ad Ant, che rimane un’azienda privata , solo un certo margine di manovra nel sistema controllato dallo Stato. In effetti,  fino ad oggi i regolatori hanno già posto numerosi ostacoli sul suo cammino, anche se non sono riusciti ad arrestare la sua inesorabile ascesa.

Una lettura alternativa può essere che nonostante la diffidenza verso l’innovazione finanziaria, in generale questa sia apprezzata dalle autorità. Oltra a garantire l’accesso al credito per piccoli consumatori e imprese,  ha anche dato al governo maggiori informazioni sui flussi di denaro.

Un’altra minaccia per Ant è rappresentata dai suoi concorrenti. Fino al 2013 il segmento del mobile payment era quasi un monopolio. Successivamente, Tencent ha usato la sua onnipresente app WeChat come strumento di penetrazione , conquistando quasi il 40% del mercato. Anche altre aziende hanno ambizioni finanziarie. Meituan, un’app nota per la consegna di cibo, ora offre anche il credito. Il braccio finanziario di jd.com, una società di e-commerce, e Lufax, una piattaforma di gestione patrimoniale online, sono sulla buona strada per quotarsi in borsa quest’anno.

Ma la minaccia più rilevante per il futuro di Ant Group risiede nella natura stessa del suo business model: il credito granulare senza garanzie presenta dei rischi che non è possibile eliminare a prescindere dal canale di distribuzione utilizzato. La pandemia ha costituito a questo proposito un rilevante banco di prova. I prestiti scaduti da oltre 30 giorni emessi tramite la sua app sono quasi raddoppiati, passando dall’1,5% del totale dei prestiti in essere nel 2019 al 2,9% a luglio. Per il momento una perfomance migliore della maggior parte delle altre banche in Cina.

Difficile dire quanto questo sia dovuto alla capacità di erogare credito di qualità, in molti ritengono che data la centralità di questo operatore esista un elevato incentivo a non essere inadempienti onde evitare di essere tagliati fuori dal sistema.

Di sicuro, la quantità enorme di informazioni a disposizione costituisce un vantaggio fondamentale, secondo un operatore sentito da The Economist

“Non hanno bisogno di rendiconti trimestrali. Vedono il vostro flusso giornaliero di fondi. Sanno chi è il vostro cliente. Sanno chi è il cliente del vostro cliente”

Sulla base dell’indirizzo per le consegne di e-commerce, Ant ha informazioni più aggiornate su dove vive e lavora una persona rispetto a quelle di una banca. In base a ciò che quella persona compra, Ant può calcolare la sua fascia di reddito, le sue abitudini, le sue preferenze e il suo stile di vita.

Altre limitazioni derivano dal modo in cui la piattaforma è disegnata per puntare a piccoli consumatori e risparmiatori su volumi elevati, si tratta di un segmento nel quale gli intermediari tradizionali fanno più fatica a competere. DIverso è il discorso di estendersi ai cliendi di dimensioni maggiori che al momento rappresentano  il 60% del mercato del  credito in Cina e che si presta molto meno ad essere veicolato attraverso la piattaforma. Questo aspetto è rilevante anche in merito al rapporto di cooperazione con le banche che potrebbe deteriorarsi se Ant Group viene percepito come un concorrente.

Conclusioni

L’esperienza degli ultimi 10 anni ha mostrato tutto il potenziale dirompente con il quale la tecnologia digitale è in grado di trasformare l’industria dei servizi finanziari.

Dal punto di vista delle dimensioni, ha dato prova di poter raggiungere segmenti in passato preclusi agli intermediari tradizionali e di avviare ai canali diretti anche consumatori abituati esclsivamente ai contanti.

Sul piano dell’efficienza e della profittabilità, come osservato in altri settori, l’automazione dei processi e la velocità di processare le transazioni consente crescite significative nei volumi e margini di guadagno rilevanti.

In prospettiva, la relazione con i regolatori rimane fondamentale: il credito costituisce un settore molto delicato nel quale governi e autorità di vigilanza continueranno a richiedere un controllo incisivo e a costituire una presenza ingrombrante.

 

Fonte The Economist

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