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Coronavirus, bando Ue da 164 milioni per startup e imprese tech

Una sorta di chiamata alle armi, necessaria e doverosa per molti aspetti, per l’ecosistema dell’innovazione: la Commissione Europea ha varato lo scorso venerdi un bando “bottom up” (aperto fino a mercoledi 18 marzo alle 17.00) rivolto a tutte le imprese tecnologiche in grado di contribuire in qualsiasi modo alla lotta contro Covid-19. Il budget stanziato dall’Acceleratore Eic (European Innovation Council), che già sta finanziando alcune startup e Pmi al lavoro su soluzioni innovative legate all’epidemia di coronavirus, ammonta a 164 i milioni e non fissa alcuna preclusione tematica ai progetti proposti, aprendo a qualsiasi idea utile a gestire, trattare e contenere il fenomeno.
Un provvedimento, quello varato da Bruxelles, dettato dall’emergenza e di cui Alberto Onetti, Chairman di Mind The Bridge, ne ha documentato l’eccezionalità (in termini di tempistiche) in un post pubblicato su LinkedIn sabato 14. Fra i progetti già finanziati dall’Eic in materia di assistenza sanitaria spiccano quelli arrivati da Norvegia e Regno Unito, e rispettivamente EpiShuttle e m-TAP: il primo punta alla diffusione di unità di isolamento specializzate, sviluppate già in passato per contenere il virus Ebola, mentre il secondo riguarda un filtro dell’aria in ceramica adattabile anche al settore medico.
Le iniziative in Italia di Satispay, Kinoa e GrowishPay
A muoversi sul fronte della battaglia al Coronavirus si sono mosse in questi giorni diverse startup italiane, mettendo a disposizione le proprie tecnologie al servizio delle istituzioni. Satispay, per esempio, ha invitato la propria community di utenti a sostenere la Protezione Civile (tramite l’associazione senza scopo di lucro 1 Caffè Onlus) attraverso un servizio già presente nell’applicazione fintech e a stamattina sono stati raccolti oltre 400mila euro. Basta entrare nella sezione “Servizi” dell’app, selezionare l’opzione “Donazioni” e digitare l’importo che si desidera destinare.
La startup fiorentina Kinoa, da parte propria ha reso disponibile a tutte le amministrazioni italiane l’assistente virtuale Desi per informare i cittadini sull’emergenza Coronavirus e sui comportamenti da seguire in ottemperanza del decreto ministeriale #IoRestoaCasa. La chatbot risponde a dubbi sulle misure da attuare alla luce delle disposizioni governative e a tutte le possibili domande sulle azioni da compiere per difendere la salute propria e altrui. La soluzione, fanno sapere i portavoce della società, può essere ottimizzata in modo da rispondere a esigenze specifiche di una comunità territoriale e può attivato gratuitamente per gli enti pubblici che ne facciano richiesta e che vogliano implementarlo sul proprio sito Web scrivendo a questo indirizzo mail: emergenza-coronavirus@kinoa.tech
Un’altra fintech italiana, GrowishPay, specializzata nel campo dei cosiddetti social payments, ha promosso invece un’iniziativa benefica coinvolgendo i circa mille mercahnt digitali italiani che fanno parte del proprio network per donare una quota delle proprie vendite ad enti e onlus. Basta collegarsi al modulo e-commerce di Google Analytics del vendor e un’apposita soluzione (GrowishCharity) intercetta gli ordini ricevuti caricando, in base a una percentuale o un importo fisso predefinito, la cifra da donare all’ente selezionato su un wallet di moneta elettronica dedicato. Tutti i costi di implementazione della soluzione e per la gestione del wallet sono gratuiti.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Redazione Credit Village

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