Dalla Redazione In Evidenza NPL e crediti deteriorati

Crediti deteriorati e prime case all’asta, al via iter di approvazione dei ddl del Senatore Urso

“La mia proposta di legge sui crediti deteriorati consentirà a un milione e 260mila persone, per la gran parte artigiani e piccoli professionisti, di tornare in bonis liberandosi dalla schiavitù del debito e riprendendo la vita produttiva con un sollievo anche per la banca e ricadute positive per tutto il Paese”.
Così a maggio scorso il Senatore Adolfo Urso di Fratelli d’Italia commentava, intervistato da Credit Village, l’impatto del ddl sui crediti deteriorati (NPL) ceduti a terzi di cui è il primo firmatario. Dopo quasi un anno dalla presentazione della proposta di legge, lo scorso 24 ottobre la Commissione Finanze del Senato ha attivato l’iter per l’approvazione del disegno di legge. Secondo il Senatore Urso il fatto che l’iniziativa sia stata apprezzata anche da altre forze politiche di maggioranza e opposizione dimostra che ci sono finalmente le condizioni politiche per approvare in breve tempo un provvedimento così atteso, che propone una soluzione per tantissime famiglie e imprese schiacciate dal peso della crisi economica. “Quello che conta, soprattutto in queste tematiche, è il risultato: dare soluzioni al dramma delle vittime della crisi bancaria e sociale” ha affermato Urso.
Come aveva spiegato il Senatore nell’intervista a Credit Village, la proposta di legge prevede la possibilità per il debitore di riscattare il proprio pacchetto di crediti deteriorati, attraverso una modalità concordata che aggiunge un 20% al prezzo valutato dall’istituto stesso al momento della transizione. “Per fare un esempio concreto, se ho un debito di 100.000 euro, che molto probabilmente è stato ceduto al 15-18% del suo valore, avrò il diritto di riacquistarlo direttamente dalla banca o dal terzo soggetto ad un prezzo che oscilla tra i 18.000 e i 21.600 euro. Se il mio debito è stato ceduto ad un soggetto terzo che ha già avviato un’azione legale per il recupero, potrò riacquistarlo ad un prezzo maggiorato del 40%, invece che del 20%. Questa soluzione produce un vantaggio anche per la società che ha acquistato il credito perché alla fine non potrà guadagnare molto di più”.
E c’è anche una seconda proposta di legge che interviene sul fenomeno, in forte crescita, delle prime case che finiscono all’asta. La logica è la stessa e prevede la possibilità per il titolare di prima casa messa all’asta, di riappropriarsene rinegoziando le condizioni del mutuo con la banca, facendo riferimento al prezzo fissato dal Tribunale. “A seguito della pesante crisi economica che ci ha investito – spiegava Urso nell’intervista – sono centinaia di migliaia le case all’asta che restano invendute, quindi a carico della banca che non sa come liberarsene. In questo modo, attraverso un percorso legislativo chiaro e trasparente, tutti ottengono un vantaggio ed abbiamo la possibilità di arginare il grande problema sociale dell’emergenza abitativa, evitando che si accresca il numero di persone in povertà e ricominciando con una società più sana”.

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