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A Mps le offerte dei fondi per stock di 2,4 miliardi di Npl

Procede verso il rush finale il processo di cessione di 2,4 miliardi di «non performing loan» da parte di Banca Mps.
Il progetto, denominato Merlino, ha avuto una tappa ulteriore del percorso la scorsa settimana, quando sono arrivate le offerte non vincolanti per i quattro pacchetti di Npl nei quali il mega-portafoglio di sofferenze (di tipo unsecured, cioè non garantito), è stato suddiviso: un pacchetto di un miliardo, un altro di 800 milioni, uno più piccolo da 200 milioni e un altro da 400 milioni di euro.
Per ogni perimetro sarebbero arrivate all’advisor Pwc, secondo indiscrezioni, numerose offerte e ne sarebbero state selezionate quattro per ogni pacchetto: per arrivare alla fase delle offerte vincolanti a novembre. In lizza ci sono, secondo i rumors, compratori come Banca Ifis, Hoist, Cerberus, Mb Credit Solutions e Kruk.
In termini di sofferenze, il gruppo bancario guidato da Marco Morelli punta a superare il target di 2,6 miliardi di euro di cessioni previsto dal piano industriale per il 2018, arrivando a quota 3,7 miliardi, incluso un miliardo di euro di Npl di leasing.
Sempre Mps ha avviato anche il progetto Morgana (dove advisor è Kpmg) su 1,1 miliardi di incagli, cioè Utp. Le offerte non vincolanti sono già arrivate per un portafoglio che comprende diverse posizioni in leasing, con un sottostante immobiliare per circa 700 milioni. In corsa ci sono giganti del settore come Bain Capital Credit e Cerberus, che ora sarebbero impegnati nella fase di data room.
La banca senese, intanto, ha sondato gli investitori per verificare quale potrebbe essere l’accoglienza di un bond subordinato, su indicazione delle authority ad emettere questo tipo di obbligazione. Il bond, che rafforzerebbe il patrimonio, presenta tuttavia costi proibitivi nell’attuale contesto di mercato.
Secondo quanto riporta il Financial Times, i manager di Mps avrebbero verificato l’interesse di alcuni investitori a sottoscrivere un bond tier 2 della dimensione di 200 milioni di euro sotto forma di private placement, offrendo un rendimento a doppia cifra. L’interesse sarebbe stato testato nell’ambito di un incontro a Londra, organizzato da Jp Morgan, per presentare agli investitori i progressi del piano di ristrutturazione.
La banca, nell’ambito degli accordi assunti con la Dg Comp, si è impegnata ad emettere 1,5 miliardi di euro di bond subordinati entro la fine dell’anno. Dopo l’obbligazione Tier 2 da 750 milioni collocata a gennaio 2018, restano ancora 750 milioni da emettere.
Secondo alcuni gestori contattati dall’Ft, la Ue mostrerà un approccio flessibile con la banca guidata da Marco Morelli, anche in ragione dei progressi fatti nella ristrutturazione, non costringendola ad andare sul mercato in un momento in cui nessuno in Italia si avventura a farlo. Altri sono più cauti: «Non sto dicendo che non lo sarà, ma nessuno ha detto niente in questa direzione e la Dg Comp non è stata così flessibile nel passato», ha rilevato Jerome Legras, capo della ricerca ad Axiom Alternative Investments.


Autore: Carlo Festa
Fonte:

Il Sole 24 Ore

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