Dalla Redazione

Qualità del credito: il tallone d’Achille del settore bancario italiano

Ancora sotto i riflettori le banche italiane. Secondo Exane Bnp Paribas hanno sufficiente capitale a disposizione, anche se si deve ancora combattere contro una qualità del credito, il vero problema dell’intero settore. Nel breve periodo il trend dei bancari sarà legato ai movimenti dello spread BTP-Bund, mentre nel lungo sarà la politica monetaria a dettare le regole, anche se l’elemento dominante rimarrà la qualità degli asset.

Sarà importante, dunque, nei prossimi mesi smaltire il carico man mano seguendo un iter che parte prima dalla vendita di crediti deteriorati, per poi far emergere risorse e valore sul lungo periodo. Malgrado le preoccupazioni su questo fronte, l’impostazione di base per le banche italiane rimane ottimista.

Protagonista assoluta è Ubi Banca, senza dimenticare i giudizi positivi (outperform) anche per Banco Bpm, e Creval. Per gli analisti, che hanno alzato il prezzo obiettivo di Ubi da 4,2 a 4,4 euro, il gruppo non ha grandi problemi di qualità dell’attivo, vantando la più elevata copertura sotto forma di garanzie in Italia. Bene Intesa Sanpaolo che è destinata a sovraperformare il mercato con un target price a 2,6 euro. Superata l’incertezza legata ad un eventuale deal con Generali, i fondamentali del gruppo appaiono molto solidi, con un bilancio robusto e un rendimento del dividendo che è il più elevato in Europa.

Più cauta la visione di Exane su Unicredit: gli analisti hanno riavviato la copertura con una raccomandazione “neutral” e un prezzo obiettivo a 13,6 euro. Gli accantonamenti 2016 avrebbero scongiurato gran parte dei rischi che pesavano sulla banca, ma c’è cautela anche in ragione di una proiezione per il 2019 di un utile netto di 3,8 miliardi di euro, il 20% al di sotto del target fissato da Unicredit.

Tra le Popolari, è “bullish” la strategia su Bper Banca, coperto con un rating “outperform” e un fair value rivisto al rialzo da 5,7 a 6,1 euro. Gli esperti di Exane hanno tagliato però le stime sull’utile 2017 del 40%, abbassando del 10% quelle riferiti ai prossimi due anni, per tenere conto degli accantonamenti per perdite su crediti superiori alle previsioni. Gli analisti, infine, segnalano Banco BPM, con un fair value a 3,5 euro e un re-rating legato alla fiducia degli investitori sulla capacità della banca di ridurre con successo lo stock di sofferenze nel medio termine senza diluire gli azionisti.

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