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Unipol, possibile scorporo good bank e bad bank

Unipol potrebbe procedere a uno scorporo societario tra una banca in bonis e una bad bank, in modo che una banca ripulita dai crediti deteriorati possa poi prendere parte a un eventuale processo di M&A con altri istituti, anche se al momento non ci sono in corso discussioni in tal senso. E’ quanto ha spiegato l’ad, Carlo Cimbri, nel corso della conference call con gli analisti di commento ai conti 2016.

“Stiamo lavorando perché il settore bancario non dia problemi al gruppo, questo è il nostro obiettivo di minima, quindi per noi se la banca fa risultati come quelli di quest’anno siamo felici perché non ci crea problemi”, anche se ovviamente la banca punta al miglioramento, ha detto, evidenziando che i flussi ormai si sono stabilizzati sul fronte dei crediti deteriorati, “stiamo lavorando per ridurre lo stock in tutte le forme possibili”. Lo scorso anno il settore bancario del gruppo ha segnato un risultato economico lordo positivo per 7 milioni di euro (+10,8%) con una riduzione del 4% dei crediti deteriorati lordi (158 milioni) e un coverage ratio in aumento al 45,7% dei crediti deteriorati e al 57,5% delle sofferenze. Il Cet1 si è attestato al 16,1%.

L’attesa, quindi, è non solo di non aumentare il flusso dei crediti deteriorati, ma anche di ridurli senza però operazioni che distruggano valore, “sul campo”. All’interno di Unipol Banca sono già state separate le gestioni della banca in bonis e della banca che gestisce i crediti deteriorati “e non è escluso che, come ulteriore evoluzione di questo percorso, potremmo provvedere anche a uno scorporo societario delle due entità, una banca in bonis e una bad bank, sempre sotto il controllo di Ugf”, ha anticipato Cimbri.

D’altra parte una banca in bonis “è una banca potenzialmente accorpabile nell’ambito dei processi di fusione che potranno venire nel mondo bancario”, ha osservato, puntualizzando però che “non abbiamo ancora discussioni con nessuno, ma stiamo preparando la banca adatta per questo tipo di strategie”.

Quanto alla partnership Unipol Sai-Banco Bpm in Popolare Vita tutte le opzioni sono aperte. Popolare Vita è la compagnia di bancassicurazione in joint venture tra il gruppo Banco Bpm e Unipol Sai  Assicurazioni. A fine 2016 è scaduto il periodo di esercizio della put che il gruppo assicurativo aveva sulla partecipazione in Popolare Vita ma ha deciso di prorogarla fino al 30 giugno.

“Con Castagna”, ha rivelato Cimbri, “ci siamo accordati di prenderci il tempo necessario per fare tutti gli approfondimenti utili per vedere se ci sono le condizioni di reciproco interesse per proseguire nella partnership o fare scelte diverse. Ci stiamo lavorando e lavoreremo nei prossimi mesi”. Comunque, “qualsiasi opzione sulla joint venture tuttora aperta”, ha precisato, aggiungendo che il management sta discutendo anche con Bper “per vedere se ci sono le condizioni per prolungare l’accordo nella bancassurance che già abbiamo anche con la Popolare di Sondrio”, e con Unicredit per allargare ulteriormente la partnership in Incontra.

Infine, il gruppo sta definendo la vendita di un pacchetto immobiliare del valore di oltre 100 milioni di euro, nell’ambito della strategia di razionalizzazione del comparto real estate. “Stiamo definendo la vendita di un consistente pacchetto immobiliare da realizzare durante l’esercizio. Rientra nelle strategie di razionalizzazione del patrimonio immobiliare”, ha annunciato Cimbri, precisando che si tratta di un pacchetto dal valore superiore a 100 milioni, con molte unità residenziali. L’operazione rientra nella pulizia del patrimonio frazionato ereditato da FonSai e l’obiettivo è ridurre “l’esposizione sulla componente immobiliare, senza effetti sul conto economico del 2017”, in quanto gli asset sono stati svalutati lo scorso anno.

Questi i dossier aperti sul tavolo del ceo di Unipol, certo che il gruppo sia attrezzato bene per rispettare gli obiettivi del piano strategico anche in presenza di andamenti fortemente competitivi nell’Rc auto o in altri comparti. A Piazza Affari però il titolo Unipol cede l’1,14% a 3,286 euro e UnipolSai lo 0,68% a 1,88 euro.


Autore: Francesca Gerosa
Fonte:

Milano Finanza

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