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Equitalia «chiude» con 8,7 miliardi

Equitalia chiude il 2016 con 8,7 miliardi di euro riscossi. Un risultato andato anche oltre le attese soprattutto alla luce dei continui interventi legislativi finalizzati sia a mitigare il più possibile il ricorso alle maniere forti degli agenti della riscossione sia a dilazionare anche fino a 10 anni i pagamenti dei debitori. Basti pensare che nel 2016 il 53,7% delle somme riscosse arriva da piani di rateizzazioni (nel 2015 l’incidenza delle dilazioni era del 49,6% e tre anni fa non arrivava al 46%). Dagli uffici della sede generale dell’Eur a Roma non nascondono la soddisfazione di aver centrato un risultato importante che si traduce in un 6,2% di riscosso in più rispetto al 2015. «I numeri – ha sottolineato l’ad e presidente di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini – sono freddi e seppur positivi rappresentano soltanto un passaggio, senza dubbio importante, di un cammino di riforme partito tre anni fa con le misure messe in campo dal governo e che poi hanno trovato attuazione in un gioco di squadra che vede Equitalia in prima fila non solo nella lotta all’evasione ma anche nel cambiamento radicale del rapporto con i cittadini».

Il primo a beneficiare dell’attività di recupero degli incassi svolta da Equitalia è proprio l’azionista di maggioranza (agenzia delle Entrate) che si è visto riversare circa 4,7 miliardi (+9,8% rispetto al 2015) nel bilancio 2016 sulla lotta all’evasione. Anche l’altro azionista di riferimento (l’Inps ha il 49%) ha incassato con Equitalia poco meno di 2,5 miliardi ossia il 5,5% in più rispetto a due anni fa. Il successo dell’azione sta anche in un altro numero del bilancio di Equitalia. Come ha spiegato Ruffini «nel 2016 abbiamo inviato circa 23 milioni di atti, cioè quasi 6 milioni in meno rispetto al 2014, ma la riscossione è cresciuta». Ciò dimostra «che si possono ottenere buoni risultati – ha aggiunto l’ad – cambiando strategia, cercando di riscuotere prima fiducia e poi debiti».

In controtendenza le riscossioni per conto dei Comuni che calano di circa 20 milioni nel 2016 attestandosi a 530 milioni. Calo dovuto al continuo ricorso alla riscossione «fai-da-te» o appaltata ad altri concessionari privati da parte dei sindaci. Se si guarda all’andamento della riscossione a livello regionale emerge che Equitalia ha riscosso di più in Lombardia, con 1,8 miliardi di euro (+0,2%) seguita da Lazio, 1,3 miliardi (+8,8%) e Campania con 875 milioni e un incremento del 5,6% sul 2015. La Regione che ha fatto segnare l’incremento maggiore è, comunque, il Trentino Alto Adige, +20,6% (119 milioni riscossi), mentre la Valle d’Aosta fa registrare l’unico segno negativo (-43,4%) e 14,4 milioni di euro riscossi. Su base provinciale sono Genova (+30,7%) e Roma (+25,4%) a fare segnare gli incrementi maggiori in termini percentuali rispetto al 2014. In valore assoluto, invece, è un testa a testa tra Roma e Milano: nel primo caso il riscosso 2016 si attesta a quota 1.048,2 milioni, nel secondo caso invece a 1.036,9 milioni .

Nonostante i risultati raggiunti, Ruffini ha rimarcato che «c’è ancora molto da fare». E la strada è già tracciata: «Siamo riusciti a far arrivare un senso di fiducia ai cittadini e il riscontro che abbiamo sui progetti del 2016 lo dimostra, a cominciare dai contatti sul nuovo portale triplicati rispetto alla media 2015, all’uso della posta elettronica certificata per inviare gli atti, così come a un diverso metodo usato per l’odiato fermo amministrativo».

Il bilancio 2016 sarà, dunque, con tutta probabilità l’ultimo vestito da Spa. Salvo ripensamenti a luglio prossimo si potrebbe completare il percorso di riforme avviato tre anni fa dal Governo Renzi con la trasformazione dell’agente pubblico in un ente pubblico economico così come previsto dal decreto fiscale collegato alla manovra. Si attende nei prossimi giorni il Dpcm di nomina di Ruffini a commissario straordinario per traghettare il passaggio di Equitalia alla nuova «Agenzia delle entrate – Riscossione». Un passaggio che «non sarà un punto di arrivo – a detta dello stesso ad – ma di partenza per avere un sistema integrato e più moderno che porterà semplicità e servizi migliori ai cittadini». In sostanza «un fisco amico a partire proprio dalla riscossione che dovrà essere al fianco dei cittadini e non contro».


Autore: Marco Mobili, Giovanni Parente
Fonte:

Il Sole 24 Ore

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