La soluzione sarà trovata presto, assicura il premier Matteo Renzi. «Presto, prestissimo», aveva detto prima di lui il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che sta valutando come muoversi per non incappare nel divieto di aiuti di Stato imposto da Bruxelles.
A sollecitare l’adozione di misure per consentire alle banche di cedere, senza svendere, la massa di crediti diventati inesigibili o comunque di difficile rimborso, e liberare così risorse per l’economia, sono stati recentemente la Banca d’Italia, il Fondo monetario ed anche la Bce. Raggiungere l’obiettivo però non sembra facile. Perché la trattativa con la Commissione europea è risultata più ostica del previsto e perché il volume dei finanziamenti concessi dalle banche e non rimborsati dai clienti, per lo più piccole e medie imprese, è via via aumentato. Bankitalia stima che ammontino a 350 miliardi di cui 197 rappresentati dalle «sofferenze», cioè crediti inesigibili. Le grandi banche stanno risolvendo il problema per loro conto, ma c’è bisogno di una soluzione di sistema per gli istituti minori. L’idea è quella della bad bank, cioè di una società veicolo in grado di acquistare e rivendere tali titoli seguendo, per evitare i paletti dell’Europa, le regole e i prezzi di mercato, n problema secondo gli esperti Bankitalia è che in Italia non esiste mercato per le cartolarizzazioni: l’ipotesi è di individuare, attraverso varie metodologie concordate con Bruxelles, un prezzo idoneo a rappresentarlo. La bad bank acquisterebbe solo sofferenze delle imprese oltre una data soglia. Intanto il governo è impegnato a definire misure per ridurre i tempi della giustizia civile per il recupero crediti.
Autore: Stefania Tamburello
Fonte:
Il Corriere della Sera
La soluzione sarà trovata presto, assicura il premier Matteo Renzi. «Presto, prestissimo», aveva detto prima di lui il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che sta valutando come muoversi per non incappare nel divieto di aiuti di Stato imposto da Bruxelles.
A sollecitare l’adozione di misure per consentire alle banche di cedere, senza svendere, la massa di crediti diventati inesigibili o comunque di difficile rimborso, e liberare così risorse per l’economia, sono stati recentemente la Banca d’Italia, il Fondo monetario ed anche la Bce. Raggiungere l’obiettivo però non sembra facile. Perché la trattativa con la Commissione europea è risultata più ostica del previsto e perché il volume dei finanziamenti concessi dalle banche e non rimborsati dai clienti, per lo più piccole e medie imprese, è via via aumentato. Bankitalia stima che ammontino a 350 miliardi di cui 197 rappresentati dalle «sofferenze», cioè crediti inesigibili. Le grandi banche stanno risolvendo il problema per loro conto, ma c’è bisogno di una soluzione di sistema per gli istituti minori. L’idea è quella della bad bank, cioè di una società veicolo in grado di acquistare e rivendere tali titoli seguendo, per evitare i paletti dell’Europa, le regole e i prezzi di mercato, n problema secondo gli esperti Bankitalia è che in Italia non esiste mercato per le cartolarizzazioni: l’ipotesi è di individuare, attraverso varie metodologie concordate con Bruxelles, un prezzo idoneo a rappresentarlo. La bad bank acquisterebbe solo sofferenze delle imprese oltre una data soglia. Intanto il governo è impegnato a definire misure per ridurre i tempi della giustizia civile per il recupero crediti.
Autore: Stefania Tamburello
Fonte:
Il Corriere della Sera