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Pagamenti, l’attesa dura sette mesi. Maglia nera al settore pubblico

Sette mesi e mezzo circa, 229 giorni. Tanto deve aspettare, in media, una impresa italiana per vedere onorati i propri debiti commerciali. Una media, appunto. Il che significa che i tempi di pagamento vanno dai 150 giorni dell’area Nordest agli oltre 300 e 400 giorni (10 mesi e oltre un anno) rispettivamente per il Sud e le isole.

È la fotografia scattata dalla prima rilevazione del servizio Dap (Database delle abitudini di pagamento), piattaforma realizzata e gestita da Assifact (Associazione delle imprese del factoring) e Cribis D&B.

I dati, elaborati su un campione (per ora) ridotto di associati, ma su un volume di crediti commerciali di 7,9 miliardi di euro (si veda altro servizio a pagina 8), accorpano sia le aziende private sia quelle della pubblica amministrazione. Ma rivelano, tuttavia, che il settore di provenienza dei debitori è sbilanciato verso la parte pubblica: assistenza sanitaria (oltre il 18%) e attività di difesa e assicurazione sociale obbligatoria (15% circa) sono in testa alla classifica, seguite dal commercio al dettaglio (12%) e fabbricazione autoveicoli (6%). Tradotto in pratica significa che ancora una volta è la p.a. la cattiva debitrice e poi, in una specie di effetto contagio, le imprese private fanno fatica a pagare, a loro volta, i propri fornitori.

Limitando l’analisi alle classi di attività economica riconducibili alla p.a. (sanità, difesa, welfare) risulta, infatti, che i tempi medi di pagamento vanno oltre i 270/360 giorni (9/12 mesi). Non molto dissimili da altri dati diffusi nei mesi scorsi dal Taiis, il Tavolo interassociativo delle imprese di servizi: i ritardi si sono allungati un po’ in tutti i settori nel corso del biennio 2009-2011, arrivando a toccare in media i 6 mesi (nel 2009 si contavano 128 giorni).


Autore: Roxy Tomasicchio
Fonte:

Italia Oggi

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