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Utility e recupero crediti: quando la qualità del dato diventa valore

Intervista a Francesco Ceccano CEO Dataviz e Infoviz

 

Nel recupero crediti del settore Utility, quanto incide oggi lavorare con dati che invecchiano rapidamente? E cosa cambia passando da una bonifica «una tantum» al modello di igiene dello stock?

Nel settore Utilities, l’insoluto spesso non nasce da un’impossibilità di pagamento del cliente, ma da un’anagrafica che ha smesso di essere vera. Parliamo di mercati fluidi, caratterizzati da cambi di residenza non comunicati, decessi ed elevato turnover per gli switch tra gestori. Lavorare su dati obsoleti significa una sola cosa: bruciare margini in solleciti a vuoto, raccomandate che tornano al mittente e chiamate a numeri disattivati.

La bonifica «una tantum» è un approccio superato perché offre una fotografia statica che si deteriora dopo poche settimane. In Dataviz proponiamo un cambio di paradigma: il canone di igiene dello stock. Anziché intervenire a posteriori su portafogli ormai compromessi, trattiamo l’anagrafica come un organismo vivo con allineamenti periodici. Mantenere pulito il patrimonio informativo del book morosi e della pre-collection permette di ridurre i costi di lavorazione interna e di preservare sia la contactability sia il valore del credito nel tempo.

Si parla sempre più spesso di «dato azionabile»: cosa significa concretamente per un Credit Manager e come si trasforma un dato pulito in una decisione operativa?

Un dato pulito e certificato è la precondizione fondamentale, ma diventa «azionabile» solo quando guida una decisione immediata senza richiedere elaborazioni manuali. Per un Credit Manager, azionabilità significa sapere istantaneamente non solo chi è il debitore e dove notificarlo, ma soprattutto come e se conviene agire.

Un esempio concreto riguarda la gestione dei decessi e delle successioni, una delle principali spine nel fianco nel mondo utility. Sapere che l’intestatario dell’utenza è deceduto non deve congelare la posizione: attraverso la ricostruzione puntuale dell’asse ereditario, identifichiamo gli eredi e assegniamo loro un indice di priorità basato sulla reale aggredibilità patrimoniale. Il dato azionabile trasforma un’anagrafica apparentemente bloccata in una pratica di recupero fluida e rapida.

Quando si gestiscono grandi volumi di posizioni, come possono scoring e clusterizzazione aiutare a superare un approccio indistinto e a costruire strategie mirate?

Gestire grandi volumi con logiche massive e indistinte è inefficace e costoso. La risposta è la clusterizzazione guidata dall’Augmented Intelligence. Con il nostro modello di Augmented Score, ordiniamo la coda di lavoro su tre direttrici: priorità di recupero (Classi di priorità e Hold, cioè “non recuperare”), orizzonte temporale e azionabilità del canale di contatto.

L’algoritmo suggerisce la sequenza di contatto più efficiente: dove esiste una PEC verificata, si attiva la notifica digitale a costo quasi zero; dove la probabilità di successo è nulla, la posizione viene posta in «Hold» prima di spendere budget in azioni infruttuose. Questo approccio non solo ottimizza le risorse interne dei servicer e delle utility, ma valorizza significativamente i portafogli anche in ottica di eventuale cessione pro-soluto.

Nel mondo utility si lavora prevalentemente su small ticket, dove il costo dell’azione rischia di superare la convenienza del recupero. Quanto incide un dato aggiornato per recuperare prima e con costi più sostenibili?

La sostenibilità dello small ticket si gioca tutta sul centesimo speso per posizione. Se il costo di lavorazione e di notifica supera una percentuale critica del nominale, il recupero diventa antieconomico. Per garantire la redditività occorre unire l’igiene preventiva dello stock a regole di ingaggio chirurgiche. Sapere con certezza prima di iniziare se un recapito è valido o se esiste un canale digitale ad impatto zero (come la PEC) permette di ridurre i costi operativi fino al 50%. Inoltre, mantenere l’anagrafica dello stock costantemente viva protegge il valore del portafoglio nel caso in cui la utility decida di cederlo sul mercato secondario, consentendo di ottenere un pricing di cessione sensibilmente più alto. È la dimostrazione che l’investimento sulla qualità del dato genera un ROI misurabile fin dal primo giorno.

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