Banche, Originator e Imprese Cartolarizzazione Dalla Redazione NPL e crediti deteriorati

Note ABS di una cartolarizzazione su blockchain, la prima operazione italiana apre un nuovo modello per il mercato

Arriva in Italia la prima cartolarizzazione di crediti deteriorati con emissione di titoli ABS nativi su blockchain. L’operazione, promossa da Sorec e ideata e strutturata da RE Chain, ha visto il coinvolgimento di un gruppo di operatori specializzati composto da 130 Servicing, Weltix, BlockInvest e Simons & Simons, dando vita a un modello digitale che punta a rendere più efficienti tutte le fasi del processo.

La struttura prevede la creazione di un comparto dedicato all’interno del veicolo Dolomiti, con l’obiettivo di acquistare portafogli di Non Performing Loans composti da oltre 130.000 linee di credito per un controvalore lordo complessivo prossimo al miliardo di euro. Le note emesse, fino a un massimo di 23 milioni di euro, sono state sottoscritte da investitori professionali e rappresentano il primo caso italiano di strumenti ABS nativamente digitali.

Ma il punto non è solo l’operazione. È il modo in cui è stata costruita e l’innovativa infrastruttura utilizzata.

Ne abbiamo parlato con Andrea Papa, Director Debt Capital Market di Weltix, che chiarisce subito il cambio di prospettiva: «La grande novità è che questi strumenti finanziari non sono stati emessi in forma dematerializzata, ma direttamente come token sulla blockchain» afferma.

Tradotto in altri termini non esiste un “gemello digitale” di un titolo tradizionale. In questa operazione le note ABS nascono direttamente digitali ed esistono solo in tale forma.  È un passaggio chiave, perché significa che tutta la vita dello strumento – dall’emissione alla circolazione – avviene all’interno di un’infrastruttura governata da Weltix in qualità di Responsabile del Registro DLT autorizzato e vigilato dalla CONSOB.

Cambia anche il modo in cui gli investitori detengono i titoli. «La custodia non avviene più in conti titoli tradizionali, ma tramite wallet», spiega Papa.  Un sistema basato su chiavi crittografiche che consente di tracciare in modo puntuale e con elevati standard di sicurezza la proprietà e i trasferimenti.

I benefici più evidenti, però, si manifestano nei processi: «Abbiamo assistito ad un incremento dell’efficienza operativa derivante dall’adozione di questa nuova infrastruttura che, rispetto ai modelli tradizionali, ha permesso in prima battuta di agevolare la fase di strutturazione dell’operazione e di migliorare i processi operativi che la governano », sottolinea Papa.
Un’unica piattaforma digitale a disposizione di tutti gli attori coinvolti consente di gestire emissione, circolazione, governance e aggiornamenti in modo diretto, con una visione in tempo reale dello strumento e dei suoi passaggi di proprietà.

Il risultato è un processo più rapido e lineare con un’unica infrastruttura che oggi è in grado di tradurre e orchestrare più componenti (regolamentare, tecnologica, fiscale, procedurale) e di rendere possibile il dialogo con la finanza strutturata. «Il trasferimento degli strumenti avviene in tempo reale con un passaggio diretto», evidenzia il Director Debt Capital Market di Weltix.  E questo ha un impatto concreto soprattutto per gli investitori. Riducendo i tempi tecnici e i passaggi intermedi, si eliminano quei ritardi che possono incidere sul rendimento: meno attese significa nessuna perdita legata ai tempi di regolamento e maggiore efficienza nell’impiego del capitale.

Se fino a pochi mesi fa il mercato guardava con cautela a queste soluzioni, oggi lo scenario è cambiato rapidamente. «Otto mesi fa avrei detto che il mercato non era ancora pronto ad integrare tale infrastruttura, oggi invece è lo stesso mercato che ne sta facendo richiesta», osserva Papa.

Il parallelismo è immediato: lo stesso percorso è stato intrapreso per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, passata in poco tempo da tema di nicchia a strumento indispensabile per mantenere produttività e competitività.

C’è poi un ultimo elemento che questa operazione mette in evidenza: la collaborazione.
«Questa operazione è stata frutto di una collaborazione tra molte realtà, senza le quali non si sarebbe potuti arrivare a una strutturazione in poche settimane di lavoro», sottolinea Papa. «Avere un’infrastruttura digitale comune su cui operare è stato l’elemento che ha reso questa collaborazione efficiente».

Un passaggio tutt’altro che secondario. In una fase ancora iniziale, il mercato è talmente ampio che la vera sfida non è competere, ma costruire insieme nuovi modelli basati su questa innovativa infrastruttura o far evolvere gli attuali modelli utilizzati.

Il messaggio è chiaro, la tecnologia è pronta, i primi casi concreti ci sono già. Ora la differenza la farà la capacità degli operatori di fare sistema e trasformare questa innovazione in uno standard.