Banche, Originator e Imprese Credito e consumatori Dalla Redazione Investor, servicer e debt buyer Normativa e regolamentazione NPL e crediti deteriorati

La trasposizione della SMD in Francia: tra regolamentazione rafforzata e rischio di concentrazione

Intervista a Philippe Estang, Presidente SAR (Le Syndicat des Acteurs du Recouvrement)

 

La Direttiva (UE) 2021/2167 è stata adottata al fine di promuovere un mercato secondario efficiente per i crediti deteriorati (NPL) e armonizzare le norme applicabili ai gestori di crediti e agli acquirenti di NPL a livello europeo. Come è stata recepita nella vostra legislazione nazionale? Sono già in vigore norme attuative?

P.E. A livello del regolatore francese (ACPR), le regole per ottenere l’autorizzazione come “gestore di crediti” sono in vigore dal 30 giugno 2024. La Direttiva è stata recepita in modo relativamente rapido e in maniera piuttosto rigorosa rispetto ad altri Paesi europei, anche se si possono notare alcune sovra-trasposizioni da parte dell’ACPR, che non ha necessariamente tenuto conto delle segnalazioni avanzate dalla nostra categoria nel testo di recepimento.

A suo avviso, quali sono i principali cambiamenti introdotti da questa nuova regolamentazione rispetto al quadro precedente in materia di recupero crediti e negoziazione di NPL?
Quali aspetti sono destinati ad avere il maggiore impatto sulle attivit
à delle società di recupero crediti e dei debt buyer?

P.E. La trasposizione della Direttiva europea si è concretizzata in:

  • Un rafforzamento della governance dei servicer
  • Una maggiore tutela dei debitori
  • Un’attenzione rafforzata alla lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo

E nella pratica?

P.E. Se l’impatto principale riguarda il numero molto ridotto di operatori che hanno richiesto e ottenuto l’autorizzazione, i debt buyer, che non hanno internalizzato l’ attività di debt collection, hanno a disposizione un numero estremamente limitato di servicer per gestire i crediti acquistati. Più nello specifico, le conseguenze attese sono le seguenti:

  • I piccoli operatori vengono automaticamente esclusi dal mercato a causa dell’elevato costo che le numerose nuove imposizioni comportano per la gestione del recupero di crediti bancari deteriorati acquisiti
    • Esempi: modifiche alla governance per includere amministratori indipendenti, obblighi di reportistica, acquisto di software per l’antiriciclaggio…
    • Costo medio complessivo: tra il 3% e il 5% del fatturato annuo (con un impatto diretto sul risultato netto)
  • Numerosi piccoli/medi operatori specializzati nell’acquisto di NPL bancari abbandonano questa attività
    • È ancora possibile acquistare crediti, ma senza l’autorizzazione ACPR la gestione deve essere obbligatoriamente esternalizzata a un operatore autorizzato oppure a un ufficiale giudiziario
    • Con conseguenze quali: maggiore concorrenza sleale; maggiore complessità nella gestione; minori performance di recupero; ROI ridotto
  • Rafforzamento della posizione:
    • Degli ufficiali giudiziari, che non sono soggetti a queste restrizioni (non necessitano dell’autorizzazione ACPR)
    • Dei grandi operatori, che finiscono per soffocare ulteriormente i piccoli e medi operatori del settore
  • Aspetto ancora più rilevante:
    • Invece rendere più fluido il mercato secondario, la Direttiva europea e la sua trasposizione in Francia (attraverso l’autorizzazione ACPR) hanno finito per concentrare ancora di più il mercato dei crediti bancari deteriorati su pochi grandi attori, dotati delle risorse finanziarie necessarie per sostenere i costi aggiuntivi di tali obblighi

Il risultato ci appare quindi opposto rispetto all’obiettivo iniziale della Direttiva: meno operatori, con la conseguente riduzione della fluidità del mercato secondario!

Ritiene che questa Direttiva fosse realmente necessaria per il settore?
Secondo lei, può apportare benefici concreti (ad esempio: maggiore trasparenza, concorrenza leale, efficienza del mercato), oppure rischia al contrario di creare ostacoli operativi o normativi?
Quali sono, se del caso, le principali sfide che il vostro mercato si trova attualmente ad affrontare, o che potrebbe temere in futuro?

 

P.E. Questa Direttiva, se da un lato ha il merito di limitare il numero di operatori che agiscono come servicer al fine di prevenire abusi (in ambito deontologico, antiriciclaggio, tutela del debitore, ecc.), rischia tuttavia di generare:

  • da un lato, un ostacolo alla concorrenza, poiché in Francia sono pochi gli operatori che alla fine hanno richiesto l’autorizzazione;
  • dall’altro, una concorrenza sleale da parte di soggetti che non necessitano di tale autorizzazione, ma che possono comunque operare su segmenti di mercato relativamente vicini a quello delle società di recupero crediti (come ad esempio i commissari o ufficiali giudiziari).

 

Un rischio di concentrazione a vantaggio esclusivo dei grandi operatori

Ma forse, ancora più nello specifico, e direttamente collegato a questa doppia constatazione:

  • Invece di rendere più fluido il mercato secondario, la Direttiva europea e la sua trasposizione in Francia (con l’obbligo di autorizzazione ACPR) finiscono per concentrare ulteriormente il mercato del recupero dei crediti bancari deteriorati nelle mani di pochi grandi operatori, dotati delle risorse finanziarie per assorbire i costi aggiuntivi imposti dalle nuove norme;
  • Con il rischio, quindi, di ottenere un risultato esattamente opposto all’obiettivo iniziale della direttiva, come abbiamo già evidenziato in precedenza!

 

Inoltre, nel medio-lungo termine, esistono altri rischi importanti:

  • Da un lato, che le banche e gli istituti di credito arrivino progressivamente a escludere dalla sottocontrattazione (recupero su mandato) gli operatori privi dell’autorizzazione ACPR. Stiamo già cominciando a raccogliere segnali in tal senso, sebbene il recupero su mandato non abbia nulla a che vedere con la cessione o l’acquisto di crediti;
  • Dall’altro, il rischio di una possibile “contaminazione” di questo approccio anche verso altri settori o altri grandi committenti.

In ogni caso, sarà fondamentale monitorare con estrema attenzione l’applicazione concreta di questa trasposizione e i suoi sviluppi futuri, svolgendo appieno anche il nostro ruolo sindacale di vigilanza e di interlocuzione con i poteri pubblici, con l’obiettivo, naturalmente, di contribuire a un miglior finanziamento dell’economia.

 

 

 

 

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