Alcuni azionisti di BFF Bank chiedono al consiglio di amministrazione di non accelerare la cessione a sconto del portafoglio di crediti problematici e di valutare soluzioni alternative. La posizione emerge da una lettera inviata il 18 agosto al cda e al collegio sindacale, visionata da Il Sole 24 Ore Radiocor.
Secondo i soci, i progressi registrati nel primo semestre avrebbero ridotto l’urgenza dell’operazione, anche considerando che l’esposizione deriva dall’attività di factoring verso la Pubblica amministrazione.
Tra le ipotesi indicate c’è una cessione revolving dei crediti a una società o a un fondo separato, con la possibilità per gli attuali azionisti di partecipare al capitale e con un eventuale coinvolgimento di AMCO a copertura dell’inoptato. La gestione dei crediti resterebbe affidata a BFF.
I soci si dichiarano inoltre disponibili a valutare l’ingresso di altre banche nel capitale e nella governance, purché sia preservata l’indipendenza dell’istituto, definito nella lettera un asset strategico per il Paese. Sullo sfondo rimane l’interesse di BPER, che aveva già comunicato una manifestazione non vincolante per le attività di pagamenti e banca depositaria di BFF.
Alcuni azionisti di BFF Bank chiedono al consiglio di amministrazione di non accelerare la cessione a sconto del portafoglio di crediti problematici e di valutare soluzioni alternative. La posizione emerge da una lettera inviata il 18 agosto al cda e al collegio sindacale, visionata da Il Sole 24 Ore Radiocor.
Secondo i soci, i progressi registrati nel primo semestre avrebbero ridotto l’urgenza dell’operazione, anche considerando che l’esposizione deriva dall’attività di factoring verso la Pubblica amministrazione.
Tra le ipotesi indicate c’è una cessione revolving dei crediti a una società o a un fondo separato, con la possibilità per gli attuali azionisti di partecipare al capitale e con un eventuale coinvolgimento di AMCO a copertura dell’inoptato. La gestione dei crediti resterebbe affidata a BFF.
I soci si dichiarano inoltre disponibili a valutare l’ingresso di altre banche nel capitale e nella governance, purché sia preservata l’indipendenza dell’istituto, definito nella lettera un asset strategico per il Paese. Sullo sfondo rimane l’interesse di BPER, che aveva già comunicato una manifestazione non vincolante per le attività di pagamenti e banca depositaria di BFF.