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Nel secondo trimestre del 2026 le banche italiane hanno mostrato una maggiore apertura verso i finanziamenti alle imprese, mentre sul fronte delle famiglie prevale ancora la cautela. Secondo l’indagine della Banca d’Italia, le aziende hanno aumentato il ricorso al credito soprattutto per sostenere scorte, liquidità e revisione delle esposizioni debitorie, anche nel timore di nuovi rincari dei finanziamenti. Restano sostanzialmente ferme le richieste di mutui, mentre sale leggermente il credito al consumo, sul quale gli istituti continuano però a mantenere condizioni più selettive. Anche il peso dei crediti deteriorati ha inciso soprattutto su questo comparto, spingendo le banche a valutazioni più rigide. Sul fronte della raccolta migliorano le opportunità offerte da depositi e obbligazioni, mentre le cartolarizzazioni registrano qualche difficoltà in più. Più favorevole, infine, l’accesso al credito per le imprese green e per gli immobili ad alta efficienza energetica.