Il mercato non dà segnali incoraggianti: il titolo di Banca Ifis ha perso circa il 37% in una sola seduta dopo gli ultimi annunci. Tra la decisione di avviare la dismissione del business degli Npl, storicamente molto redditizio per l’istituto, e il profit warning diffuso nei giorni scorsi, la reazione degli investitori è stata immediata.
A preoccupare è soprattutto il forte ridimensionamento delle stime di utile per il 2026, che scendono ora in area 100-110 milioni di euro, rispetto ai 170-190 milioni indicati in precedenza. Una revisione che riflette anche l’impatto di nuovi accantonamenti, legati a un approccio più prudente dopo le prime indicazioni dell’ispezione di Banca d’Italia e ad alcune esposizioni derivanti dal perimetro illimity.
Per gli analisti si tratta di un anno di transizione, in cui peseranno le scelte strategiche e il riassetto del gruppo. Lo sguardo resta quindi spostato in avanti, con il 2027 indicato come il momento in cui potrebbero emergere i primi effetti della nuova impostazione.
Il mercato non dà segnali incoraggianti: il titolo di Banca Ifis ha perso circa il 37% in una sola seduta dopo gli ultimi annunci. Tra la decisione di avviare la dismissione del business degli Npl, storicamente molto redditizio per l’istituto, e il profit warning diffuso nei giorni scorsi, la reazione degli investitori è stata immediata.
A preoccupare è soprattutto il forte ridimensionamento delle stime di utile per il 2026, che scendono ora in area 100-110 milioni di euro, rispetto ai 170-190 milioni indicati in precedenza. Una revisione che riflette anche l’impatto di nuovi accantonamenti, legati a un approccio più prudente dopo le prime indicazioni dell’ispezione di Banca d’Italia e ad alcune esposizioni derivanti dal perimetro illimity.
Per gli analisti si tratta di un anno di transizione, in cui peseranno le scelte strategiche e il riassetto del gruppo. Lo sguardo resta quindi spostato in avanti, con il 2027 indicato come il momento in cui potrebbero emergere i primi effetti della nuova impostazione.