La metà degli italiani sente di non avere competenze adeguate in materia finanziaria e chiede più formazione su questi temi. È un dato che racconta bene il momento che stiamo vivendo.
A dirlo è l’ultima indagine “Soldi, Soldi, Soldi: l’Italia e l’educazione finanziaria che non c’è”, realizzata da Groupama Assicurazioni insieme ad AstraRicerche nell’ambito dell’Osservatorio “Change Lab, Italia 2030”, che analizza come stanno cambiando abitudini e comportamenti degli italiani.
Nel concreto, il 51,1% degli intervistati ammette una preparazione debole o nulla, mentre quasi due su tre evitano o rimandano decisioni su risparmi e investimenti per paura di sbagliare. Un atteggiamento che finisce per bloccare qualsiasi pianificazione.
Allo stesso tempo, cresce però la consapevolezza: quasi l’80% considera l’educazione finanziaria una priorità e molti chiedono che venga introdotta già a scuola.
La gestione del denaro resta ancora legata alla sfera familiare, con pochi italiani che si affidano a professionisti, mentre sul fronte della protezione emerge un’altra fragilità: quasi la metà non ha alcuna copertura contro gli imprevisti.
Guardando al futuro, il modello che prende forma è quello di una consulenza sempre più ibrida, dove tecnologia e intelligenza artificiale affiancano il professionista, senza sostituirlo.
La metà degli italiani sente di non avere competenze adeguate in materia finanziaria e chiede più formazione su questi temi. È un dato che racconta bene il momento che stiamo vivendo.
A dirlo è l’ultima indagine “Soldi, Soldi, Soldi: l’Italia e l’educazione finanziaria che non c’è”, realizzata da Groupama Assicurazioni insieme ad AstraRicerche nell’ambito dell’Osservatorio “Change Lab, Italia 2030”, che analizza come stanno cambiando abitudini e comportamenti degli italiani.
Nel concreto, il 51,1% degli intervistati ammette una preparazione debole o nulla, mentre quasi due su tre evitano o rimandano decisioni su risparmi e investimenti per paura di sbagliare. Un atteggiamento che finisce per bloccare qualsiasi pianificazione.
Allo stesso tempo, cresce però la consapevolezza: quasi l’80% considera l’educazione finanziaria una priorità e molti chiedono che venga introdotta già a scuola.
La gestione del denaro resta ancora legata alla sfera familiare, con pochi italiani che si affidano a professionisti, mentre sul fronte della protezione emerge un’altra fragilità: quasi la metà non ha alcuna copertura contro gli imprevisti.
Guardando al futuro, il modello che prende forma è quello di una consulenza sempre più ibrida, dove tecnologia e intelligenza artificiale affiancano il professionista, senza sostituirlo.