L’intelligenza artificiale non sta solo cambiando i processi, ma sta riscrivendo anche le regole della cybersecurity. E il settore bancario europeo si trova oggi davanti a un’accelerazione che rischia di diventare difficile da governare.
Secondo il report Deloitte, le vulnerabilità potrebbero crescere fino a dieci volte nei prossimi due anni, con tempi di reazione completamente sbilanciati: da un lato le banche impiegano settimane per correggere una falla, dall’altro gli attaccanti riescono a sfruttarla in pochi minuti.
Il punto critico è anche strutturale. Gran parte delle vulnerabilità nasce da componenti open source condivisi, il che significa che una singola debolezza può avere effetti a catena su più istituzioni contemporaneamente.
In questo scenario, continuare a ragionare con i modelli tradizionali non basta più. La vera sfida non è solo “patchare” più velocemente, ma capire dove intervenire, dare priorità e usare l’AI anche in difesa, con un governo chiaro dei processi.
E poi c’è un tema che pesa sempre di più: l’accesso alle tecnologie. Tra vincoli normativi e dinamiche geopolitiche, l’Europa rischia di rimanere indietro proprio mentre la corsa all’intelligenza artificiale entra nella sua fase più critica.
L’intelligenza artificiale non sta solo cambiando i processi, ma sta riscrivendo anche le regole della cybersecurity. E il settore bancario europeo si trova oggi davanti a un’accelerazione che rischia di diventare difficile da governare.
Secondo il report Deloitte, le vulnerabilità potrebbero crescere fino a dieci volte nei prossimi due anni, con tempi di reazione completamente sbilanciati: da un lato le banche impiegano settimane per correggere una falla, dall’altro gli attaccanti riescono a sfruttarla in pochi minuti.
Il punto critico è anche strutturale. Gran parte delle vulnerabilità nasce da componenti open source condivisi, il che significa che una singola debolezza può avere effetti a catena su più istituzioni contemporaneamente.
In questo scenario, continuare a ragionare con i modelli tradizionali non basta più. La vera sfida non è solo “patchare” più velocemente, ma capire dove intervenire, dare priorità e usare l’AI anche in difesa, con un governo chiaro dei processi.
E poi c’è un tema che pesa sempre di più: l’accesso alle tecnologie. Tra vincoli normativi e dinamiche geopolitiche, l’Europa rischia di rimanere indietro proprio mentre la corsa all’intelligenza artificiale entra nella sua fase più critica.