Cartolarizzazione Credito e consumatori Dalla Redazione ESG In Evidenza NPL e crediti deteriorati

Sovraindebitamento e reinclusione finanziaria: le nuove frontiere della gestione della crisi

In vista del webinar gratuitoCartolarizzazione a valenza sociale e sovraindebitamento: strumenti integrati per la gestione della crisi e la tutela dell’abitazione principale” che si terrà domani, 12 giugno, organizzato da CvLab in collaborazione con SYHO – Save Your Home, abbiamo intervistato l’Avv. Alessandra Scerra, professionista del foro di Milano e tra i relatori dell’evento.

Al centro del confronto, le nuove dinamiche del sovraindebitamento e gli strumenti introdotti dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, insieme a soluzioni innovative come la cartolarizzazione a valenza sociale. Temi che stanno ridefinendo l’approccio alla gestione delle difficoltà finanziarie di famiglie e imprese, tra esigenze di recupero del credito e percorsi di reinclusione economica.

 

In un contesto economico nel quale il ricorso al credito è diventato parte integrante della vita quotidiana, un numero crescente di famiglie e piccoli imprenditori risultano sovraindebitati. Il Codice della Crisi e strumenti innovativi come la cartolarizzazione a valenza sociale stanno, di fatto, introducendo nuove modalità di gestione delle situazioni di difficoltà finanziaria. A suo avviso, il quadro normativo attuale è in grado di rispondere efficacemente all’evoluzione del fenomeno o sono necessari ulteriori interventi per adeguarlo alle nuove esigenze del mercato e della società?

A.S. Credo che il sovraindebitamento debba essere considerato oggi un fenomeno strutturale delle economie moderne. L’accesso al credito è diventato uno strumento essenziale per famiglie, professionisti e imprese e, pertanto, l’indebitamento non rappresenta necessariamente una situazione patologica. Il problema nasce quando eventi esterni e spesso imprevedibili — come la perdita del lavoro, una malattia, una separazione o una contrazione dei ricavi aziendali — compromettono l’equilibrio economico originario.

In questo contesto, il Codice della Crisi e dell’Insolvenza ha introdotto un cambiamento significativo, superando una visione esclusivamente liquidatoria della crisi e valorizzando strumenti orientati alla prevenzione, alla ristrutturazione del debito e al recupero della continuità economica. Il principio centrale è quello dell’emersione tempestiva delle difficoltà, affinché si possa intervenire quando esistono ancora concrete possibilità di risanamento.

Ritengo tuttavia che la normativa, pur rappresentando un importante passo avanti, non possa da sola rispondere alla crescente complessità del fenomeno. Le situazioni di crisi richiedono infatti soluzioni capaci di integrare aspetti giuridici, economici e finanziari.

È in questa prospettiva che assumono particolare rilievo strumenti innovativi come la cartolarizzazione a valenza sociale prevista dall’art. 7.1 della Legge 130/1999. Si tratta di un modello che consente di affiancare agli strumenti del Codice della Crisi una soluzione di mercato in grado di coniugare interessi diversi ma convergenti: tutela del debitore, recupero del credito, salvaguardia del valore degli immobili e rendimento per gli investitori.

La sfida futura non sarà soltanto disciplinare la crisi, ma creare un sistema sempre più integrato tra diritto e mercato, capace di intercettare tempestivamente le situazioni di difficoltà e trasformarle, ove possibile, in percorsi di riequilibrio sostenibile e di reinclusione finanziaria.

 

Condividiamo con lei che dietro una situazione di sovraindebitamento vi sia spesso una storia personale fatta di eventi imprevisti — la perdita del lavoro, una malattia, una separazione, un lutto o una significativa riduzione del reddito — che finiscono per compromettere un equilibrio economico fino a quel momento sostenibile. Quante di queste situazioni presentano caratteristiche tali da poter essere effettivamente recuperate attraverso un percorso di cartolarizzazione a valenza sociale? E quanto è importante, per il sistema del credito e per l’economia nel suo complesso, favorire la reinclusione finanziaria di chi ha attraversato una fase di crisi non imputabile a comportamenti irresponsabili, ma a circostanze esterne e imprevedibili, dimostrando di poter tornare ad essere un soggetto economicamente affidabile?

A.S. La cartolarizzazione a valenza sociale non è uno strumento destinato a risolvere qualsiasi situazione di sovraindebitamento. La sua efficacia dipende dalla capacità di individuare posizioni nelle quali, pur essendosi verificato un evento di crisi, permangano concrete prospettive di recupero economico e finanziario.

L’elemento centrale non è tanto la gravità della difficoltà attraversata, quanto la possibilità di ricostruire un equilibrio sostenibile nel tempo. Per questo motivo l’analisi si concentra sulla situazione reddituale attuale e prospettica del nucleo familiare, sulla composizione del debito, sul valore dell’immobile e sulla capacità del debitore di rispettare un percorso graduale di reinclusione.

Nella nostra esperienza, una quota significativa delle posizioni analizzate presenta caratteristiche compatibili con questo modello. Come detto, si tratta di soggetti che hanno subito una temporanea interruzione della propria capacità di rimborso, ma che conservano una prospettiva di stabilità futura e, soprattutto, la volontà di adempiere ai propri impegni.

Ed è proprio questo l’aspetto che ritengo più rilevante. Per molti anni il sistema del credito ha operato secondo una logica prevalentemente binaria: soggetti bancabili da un lato e soggetti esclusi dall’altro. Oggi, invece, emerge sempre più chiaramente la necessità di costruire percorsi che consentano a chi ha attraversato una fase di difficoltà di rientrare progressivamente nel circuito economico e finanziario.

La reinclusione finanziaria non rappresenta soltanto un beneficio per il debitore. Consente ai creditori di massimizzare il recupero rispetto a scenari liquidatori, offre agli investitori l’opportunità di partecipare a operazioni caratterizzate da un impatto sociale misurabile e contribuisce a ridurre i costi economici e sociali derivanti dall’esclusione.

In definitiva, il vero valore della cartolarizzazione a valenza sociale non consiste soltanto nella gestione del debito esistente, ma nella capacità di trasformare una situazione di crisi in un percorso di ripartenza economicamente sostenibile per tutti i soggetti coinvolti.

 

L’accordo recentemente concluso con Hoist Finance prevede che Save Your Home affianchi uno dei principali operatori europei del mercato NPL nella gestione di un portafoglio di crediti ipotecari residenziali deteriorati da circa 30 milioni di euro, con l’obiettivo di individuare strategie di recupero responsabili e inclusive. Quanto è importante che i creditori inizino a considerare modelli di gestione alternativi rispetto alle tradizionali logiche liquidatorie e quali vantaggi possono derivarne in termini di recupero, valorizzazione degli attivi e sostenibilità delle operazioni?

A.S. L’operazione conclusa con Hoist Finance rappresenta un segnale importante non soltanto per Save Your Home, ma per l’intero mercato dei crediti deteriorati. Sempre più operatori stanno comprendendo che, soprattutto nel comparto dei crediti ipotecari residenziali, il valore di una posizione non può essere misurato esclusivamente in funzione dell’attività giudiziale o dell’esito della vendita forzata dell’immobile.

Negli ultimi anni il mercato ha maturato una maggiore consapevolezza circa la necessità di adottare strategie di gestione più evolute, capaci di coniugare performance finanziaria, sostenibilità e tutela del valore sottostante. In molti casi, infatti, preservare la continuità abitativa del debitore e costruire percorsi di rientro sostenibili può generare risultati migliori rispetto a soluzioni esclusivamente liquidatorie.

La collaborazione con Hoist Finance nasce proprio da questa visione. L’obiettivo è valorizzare il portafoglio attraverso modelli di gestione che consentano di analizzare ogni posizione in modo puntuale, individuando soluzioni in grado di massimizzare il recupero per il creditore senza disperdere il valore economico e sociale rappresentato dall’immobile.

Riteniamo che il futuro della gestione dei crediti secured passerà sempre più attraverso approcci capaci di integrare competenze finanziarie, immobiliari e sociali. Si tratta, quando possibile, di sostituire gli strumenti tradizionali  con soluzioni che permettano di ampliare le possibilità di recupero e di creare valore per tutti i soggetti coinvolti nell’operazione.

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