Torna al centro del dibattito il tema del sovraindebitamento legato all’abitazione principale, anche alla luce dei due disegni di legge attualmente all’esame della Commissione Giustizia del Senato, presieduta dalla Sen. Avv. Giulia Bongiorno e con relatrice la Sen. Avv. Erika Stefani. I testi intervengono sulla regolamentazione degli organismi di composizione della crisi e sulle norme di tutela anticipatoria, prevedendo tra le varie misure anche un “fondo salva casa” da 200 milioni di euro l’anno, una piattaforma digitale per l’autovalutazione della solvibilità dei consumatori e servizi di consulenza sul debito gratuiti e universali.
Sul tema, il mese scorso, è stato ascoltato in audizione dalla Commissione Giustizia l’Avv. Massimiliano Albanese, Segretario Federale dell’UCI – Unione Consumatori Italiani, per la presentazione di alcune proposte di emendamento ai disegni di legge in discussione che hanno messo in evidenza come la cartolarizzazione a valenza sociale possa rappresentare uno strumento utile per aiutare le famiglie in difficoltà ad affrontare la crisi da sovraindebitamento.
Il Senato, nel corso dell’esame del Decreto Fiscale, ha approvato l’ordine del giorno n. G/1852/27/6, che impegna il Governo a divulgare il concetto di “cartolarizzazione a valenza sociale”, incentivandone l’utilizzo da parte degli operatori finanziari e dei cittadini.
Secondo Alessandra Scerra di Save Your Home, oggi il mercato degli NPL ipotecari non può più limitarsi a guardare esclusivamente alla componente finanziaria del recupero credito. “Quando il credito deteriorato è collegato alla prima casa – spiega – il tema riguarda anche la sostenibilità complessiva della gestione della posizione”.
In questo contesto, la cartolarizzazione a valenza sociale prevista dall’art. 7.1 della Legge 130/1999 può rappresentare uno strumento particolarmente efficace, soprattutto se integrato con gli strumenti del Codice della Crisi e con una gestione anticipata delle situazioni di difficoltà.
Molto spesso, infatti, il valore dell’attivo viene progressivamente eroso dai tempi delle procedure esecutive, dai ribassi d’asta, dai costi di gestione e dal deterioramento stesso dell’immobile. “In molti casi – sottolinea Scerra – quando il debitore arriva all’attenzione del mercato, l’esecuzione è già in una fase avanzata e gli spazi per costruire una soluzione sostenibile risultano drasticamente ridotti”.
La logica della cartolarizzazione sociale sarebbe quindi diversa rispetto a quella tradizionale: non limitarsi alla gestione del credito deteriorato, ma intervenire anche sulla sostenibilità economica e abitativa del sottostante, cercando di preservare valore per tutte le parti coinvolte.
Un approccio che potrebbe contribuire a ridurre svalutazioni, contenere il costo sociale delle esecuzioni sulla prima casa e migliorare la prevedibilità dei flussi di recupero. “Il futuro di questo strumento – conclude Scerra– passerà sempre di più dalla capacità di inserirlo in una logica preventiva e non solo emergenziale, creando un collegamento concreto tra procedure di sovraindebitamento, gestione degli NPL e finanza strutturata a impatto sociale”.
Sei interessato ad approfondire il tema? Iscriviti qui al Webinar gratuito del 12 giugno 2026!
Torna al centro del dibattito il tema del sovraindebitamento legato all’abitazione principale, anche alla luce dei due disegni di legge attualmente all’esame della Commissione Giustizia del Senato, presieduta dalla Sen. Avv. Giulia Bongiorno e con relatrice la Sen. Avv. Erika Stefani. I testi intervengono sulla regolamentazione degli organismi di composizione della crisi e sulle norme di tutela anticipatoria, prevedendo tra le varie misure anche un “fondo salva casa” da 200 milioni di euro l’anno, una piattaforma digitale per l’autovalutazione della solvibilità dei consumatori e servizi di consulenza sul debito gratuiti e universali.
Sul tema, il mese scorso, è stato ascoltato in audizione dalla Commissione Giustizia l’Avv. Massimiliano Albanese, Segretario Federale dell’UCI – Unione Consumatori Italiani, per la presentazione di alcune proposte di emendamento ai disegni di legge in discussione che hanno messo in evidenza come la cartolarizzazione a valenza sociale possa rappresentare uno strumento utile per aiutare le famiglie in difficoltà ad affrontare la crisi da sovraindebitamento.
Il Senato, nel corso dell’esame del Decreto Fiscale, ha approvato l’ordine del giorno n. G/1852/27/6, che impegna il Governo a divulgare il concetto di “cartolarizzazione a valenza sociale”, incentivandone l’utilizzo da parte degli operatori finanziari e dei cittadini.
Secondo Alessandra Scerra di Save Your Home, oggi il mercato degli NPL ipotecari non può più limitarsi a guardare esclusivamente alla componente finanziaria del recupero credito. “Quando il credito deteriorato è collegato alla prima casa – spiega – il tema riguarda anche la sostenibilità complessiva della gestione della posizione”.
In questo contesto, la cartolarizzazione a valenza sociale prevista dall’art. 7.1 della Legge 130/1999 può rappresentare uno strumento particolarmente efficace, soprattutto se integrato con gli strumenti del Codice della Crisi e con una gestione anticipata delle situazioni di difficoltà.
Molto spesso, infatti, il valore dell’attivo viene progressivamente eroso dai tempi delle procedure esecutive, dai ribassi d’asta, dai costi di gestione e dal deterioramento stesso dell’immobile. “In molti casi – sottolinea Scerra – quando il debitore arriva all’attenzione del mercato, l’esecuzione è già in una fase avanzata e gli spazi per costruire una soluzione sostenibile risultano drasticamente ridotti”.
La logica della cartolarizzazione sociale sarebbe quindi diversa rispetto a quella tradizionale: non limitarsi alla gestione del credito deteriorato, ma intervenire anche sulla sostenibilità economica e abitativa del sottostante, cercando di preservare valore per tutte le parti coinvolte.
Un approccio che potrebbe contribuire a ridurre svalutazioni, contenere il costo sociale delle esecuzioni sulla prima casa e migliorare la prevedibilità dei flussi di recupero. “Il futuro di questo strumento – conclude Scerra– passerà sempre di più dalla capacità di inserirlo in una logica preventiva e non solo emergenziale, creando un collegamento concreto tra procedure di sovraindebitamento, gestione degli NPL e finanza strutturata a impatto sociale”.
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