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Osservatorio Semestrale Crisi impresa – Primato della composizione negoziata

È stato pubblicato sul sito web di UnionCamere l’Osservatorio semestrale sulla crisi di impresa che offre una mappatura del rinnovato contesto delle procedure concorsuali, di quelle stragiudiziali e degli altri istituti di regolazione della crisi, attraverso il monitoraggio ed il confronto dei dati ricavati attingendo al patrimonio informativo contenuto nel Registro delle imprese e relativi alle aperture delle principali procedure ad oggi disciplinate nel Codice della Crisi. Questa quarta edizione dell’Osservatorio focalizza le elaborazioni sull’anno 2025.

Il quadro complessivo restituisce dunque un sistema “a doppia velocità”: da un lato aumenta in modo molto marcato l’uso della composizione negoziata; dall’altro permane, e anzi si rafforza, il peso della liquidazione giudiziale, segnale di una congiuntura economica ancora critica.

Sotto il profilo quantitativo, il dato più rilevante è proprio quello relativo alla composizione negoziata, che nel quadriennio 2022-2025 mostra una crescita continua: dopo quasi 600 istanze nel 2023 e 1.048 nel 2024, nel 2025 si registrano 1.776 procedure aperte, con un incremento del 69% rispetto all’anno precedente. L’Osservatorio legge questo dato come conferma di un utilizzo sempre più stabile e sistematico del nuovo istituto stragiudiziale, ormai diventato il principale degli strumenti di gestione della crisi d’impresa.

Il concordato semplificato resta numericamente più contenuto, ma il trend è comunque in crescita e merita attenzione. Le domande passano infatti da 85 nel 2024 a 143 nel 2025, con un incremento del 68%. Il dato, pur ancora marginale rispetto agli altri strumenti, segnala che il concordato semplificato sta trovando uno spazio applicativo più definito come sbocco possibile del percorso di composizione negoziata non conclusosi positivamente.

I dati pubblicati consentono di comprendere meglio quale tipo di impresa utilizzi la composizione negoziata. Prevalgono nettamente le società di capitali, pari al 79% del totale. Sul piano dimensionale le microimprese (0-9 addetti) rappresentano il 44,5% dei richiedenti, mentre le piccole imprese (10-49 addetti) costituiscono il 40,6%. Il dato di maggiore interesse, però, riguarda la crescita della dimensione media delle imprese che vi accedono: il numero medio di addetti arriva a 40, mentre il valore medio della produzione supera i 16 milioni di euro, in netto aumento rispetto agli anni precedenti.

In definitiva, continua a crescere nel tempo la dimensione media delle aziende che fanno ricorso a tale strumento, in termini di valore della produzione e addetti.

Quanto alla composizione settoriale delle imprese che accedono alla composizione negoziata, prevalgono le attività manifatturiere (28,6%), seguite dal commercio all’ingrosso e al dettaglio (21%) e dalle costruzioni (10,2%). L’infografica dedicata al 2025 conferma, inoltre, una distribuzione geografica molto concentrata in alcune aree del Paese, con una particolare incidenza nelle regioni economicamente più dinamiche e a maggiore densità imprenditoriale (Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio).

Nel raffronto con le altre procedure, il 2025 evidenzia poi due linee di tendenza ulteriori. Gli accordi di ristrutturazione dei debiti rimangono sostanzialmente stabili, con 348 aperture annue, mentre il concordato preventivo prosegue la ripresa già avviata nel 2024, raggiungendo 895 aperture, cioè 133 domande in più rispetto all’anno precedente. Parallelamente, cresce ancora la liquidazione giudiziale, che passa a 9.869 procedure nel 2025, con un aumento del 7,2% sul 2024, a conferma – secondo la stessa lettura dell’Osservatorio – di segnali persistenti di crisi nel quadro economico generale.

Nel complesso, i dati riportano una valutazione di sistema abbastanza chiara. Il 2025 sembra segnare un passaggio di maturazione del sistema: la composizione negoziata non è più una novità normativa in cerca di applicazione, ma uno strumento consolidato. Il concordato semplificato, dal canto suo, si conferma come approdo selettivo ma crescente per le imprese che non riescono a chiudere positivamente il percorso negoziale. Resta però aperta la sfida principale: anticipare davvero la crisi prima che il deterioramento dell’impresa renda inevitabile il ritorno alla dimensione liquidatoria, a fronte di un dato che vede appunto ancora crescere il numero delle liquidazioni giudiziali.

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