La salute di un’azienda passa anche dalla puntualità nei pagamenti. Negli ultimi 3 anni sono calati i tempi di pagamento, a rivelarlo è Cerved nella nuova edizione dell’Osservatorio Pagamenti che analizza anche l’ultimo trimestre 2025. E mentre si accorciano i tempi complessivi, cresce però il ritardo nei saldi.
Dal 2023 al 2025 tutte le classi dimensionali mostrano un miglioramento: le grandi imprese scendono da 76,71 a 73,21 giorni, le medie da 65,11 a 63,20, le piccole da 60,04 a 56,85 e le micro da 52,26 a 50,20. Ma rispetto al 2024 aumentano i giorni di ritardo per tutte, ad eccezione delle medie imprese, unico segmento in miglioramento.
Sul fronte settoriale emergono segnali di difficoltà per Agricoltura (ritardi da 9,82 a 14,01 giorni), Sistema Moda e Chimica-Farmaceutica, mentre migliorano Mezzi di trasporto e Logistica, insieme a Sistema Casa e Distribuzione.
Anche a livello geografico si conferma un quadro disomogeneo: il Centro registra l’aumento più marcato dei ritardi (da 9,98 a 10,68 giorni), seguito da Sud e Isole, mentre il Nord Ovest è l’unica area in controtendenza.
Nel focus sull’ultimo trimestre 2025, i ritardi crescono in tutte le classi dimensionali e in molti comparti, con picchi in Agricoltura e Costruzioni, mentre tengono Logistica e Sistema Casa. Un segnale chiaro: la liquidità migliora, ma la puntualità resta una criticità.
La salute di un’azienda passa anche dalla puntualità nei pagamenti. Negli ultimi 3 anni sono calati i tempi di pagamento, a rivelarlo è Cerved nella nuova edizione dell’Osservatorio Pagamenti che analizza anche l’ultimo trimestre 2025. E mentre si accorciano i tempi complessivi, cresce però il ritardo nei saldi.
Dal 2023 al 2025 tutte le classi dimensionali mostrano un miglioramento: le grandi imprese scendono da 76,71 a 73,21 giorni, le medie da 65,11 a 63,20, le piccole da 60,04 a 56,85 e le micro da 52,26 a 50,20. Ma rispetto al 2024 aumentano i giorni di ritardo per tutte, ad eccezione delle medie imprese, unico segmento in miglioramento.
Sul fronte settoriale emergono segnali di difficoltà per Agricoltura (ritardi da 9,82 a 14,01 giorni), Sistema Moda e Chimica-Farmaceutica, mentre migliorano Mezzi di trasporto e Logistica, insieme a Sistema Casa e Distribuzione.
Anche a livello geografico si conferma un quadro disomogeneo: il Centro registra l’aumento più marcato dei ritardi (da 9,98 a 10,68 giorni), seguito da Sud e Isole, mentre il Nord Ovest è l’unica area in controtendenza.
Nel focus sull’ultimo trimestre 2025, i ritardi crescono in tutte le classi dimensionali e in molti comparti, con picchi in Agricoltura e Costruzioni, mentre tengono Logistica e Sistema Casa. Un segnale chiaro: la liquidità migliora, ma la puntualità resta una criticità.