Uno strumento che è entrato a tutti gli effetti nel perimetro del Codice della crisi e dell’insolvenza. Una leva relativamente nuova, “normalizzata” solo di recente, che però punta in modo molto concreto a quell’obiettivo di cui tutti gli operatori parlano da anni: sanare la posizione del debitore e rimetterlo in carreggiata, trasformandolo di nuovo in un cliente bancabile, non in un “caso perso” da espellere dal sistema.

Di questo si è parlato nel webinar che si è tenuto ieri, dal titolo “Sinergie tra Codice della Crisi e cartolarizzazione sociale: nuove prospettive per la gestione del debito”, organizzato da SYHO in collaborazione con Credit Village. L’appuntamento, moderato da Giannicola Rocca, Dottore Commercialista e Revisore Legale, ha visto il confronto tra Alessandra Scerra, Presidente di SYHO-Save Your Home e Avvocato del Foro di Milano e Fabio Cesare, Avvocato del Foro di Milano ed Esperto di diritto della crisi e sovraindebitamento.

La cartolarizzazione a valenza sociale, come l’ha raccontata Scerra, ha una struttura solo apparentemente semplice: una SPV acquista il credito ipotecario deteriorato con un obiettivo preciso, che è quello di: “Di salvaguardare le famiglie vulnerabili e sovraindebitate, evitando che perdano la propria abitazione, quindi sostanzialmente quando un debitore non riesce più a far fronte al pagamento delle rate del mutuo e rischia di perdere la propria abitazione e che questa venga svenduta all’asta” afferma Scerra. Da qui si innesta un percorso in cui tutti possono vincere: il debitore entra in un contratto di rent to buy della durata di 36 mesi, al termine dei quali potrà decidere di riacquistare la propria casa, una volta sistemata la propria posizione finanziaria, oppure rivenderla sul libero mercato, potendo vedere riconosciuta l’eventuale eccedenza rispetto al debito residuo. Un modo per evitare la svendita all’asta e riportare la gestione del bene dentro logiche di mercato, non solo dentro quelle della procedura esecutiva.

Nel dibattito è emerso con forza come questo strumento non sia soltanto un diverso modo di gestire le NPL, ma un vero tassello di composizione della crisi perfettamente innestabile nel Codice della crisi: dalla ristrutturazione dei debiti del consumatore al concordato minore, fino alla liquidazione controllata. La cartolarizzazione a valenza sociale consente, da un lato, di superare la grande resistenza di molti sovraindebitati ad accedere alle procedure per paura di perdere l’abitazione principale; dall’altro, consente al creditore ipotecario di essere soddisfatto immediatamente tramite la cessione del credito alla SPV, con una predeterminazione molto più chiara degli esiti economici rispetto a una lunga esecuzione immobiliare dall’esito spesso incerto.

“È uno dei casi in cui la dignità e la persona vale di più del debito” ha sostenuto Cesare, ricordando che si tratta di una procedura pensata originariamente per le esecuzioni individuali, perché in presenza di molti creditori la struttura si complica. A suo parere, però, il legislatore, pur avendo introdotto la cornice normativa delle cartolarizzazioni a valenza sociale, non si sta ancora facendo carico fino in fondo di un fenomeno che riguarda ormai milioni di persone in Italia. “Un sovraindebitato è un problema del singolo – spiega Cesare – quando coinvolge milioni di persone, perché il fenomeno ha questa ampiezza in Italia, allora è un problema sociale. Le istituzioni devono porsi il problema di trovare gli strumenti che siano strumenti, in maniera laica, che consentano di porre un rimedio. La cartolarizzazione a valenza sociale non è una risposta istituzionale ma di privati e di investitori che si sostituiscono alle istituzioni”.

Accanto alla dimensione giuridica, si è posta con forza anche quella etica ed economica: la cartolarizzazione sociale viene letta come un’operazione “win-win” che tiene insieme la tutela del debitore e la salvaguardia del tessuto produttivo fatto di piccole e micro imprese, un recupero più rapido e certo per i creditori con un conseguente alleggerimento dei bilanci degli intermediari, la creazione di una nuova asset class per investitori orientati a logiche ESG.

Quando il sovraindebitato è anche imprenditore o garante di un’impresa familiare, scenario molto frequente nel contesto italiano, la perdita dell’abitazione e il blocco dell’accesso al credito rischiano di tradursi nella chiusura dell’attività, amplificando l’impatto sociale della crisi.

Da qui il tema, più volte richiamato, del ruolo dei gestori della crisi e degli OCC: figure chiamate ad avere non solo competenze tecniche, ma anche coraggio interpretativo, per utilizzare la cartolarizzazione sociale dentro le procedure del Codice della crisi, dialogando con giudici e investitori e proponendo soluzioni capaci di tenere insieme principi concorsuali, esigenze di competitività e tutela della persona.

È emerso con particolare forza come il solo ricorso agli strumenti del sovraindebitamento, se non integrato con la cartolarizzazione a valenza sociale, rischi di creare un’illusione di tutela: quella di poter evitare la perdita dell’immobile, quando in realtà, in assenza di un intervento strutturato sul credito e sull’asset immobiliare, l’esito finale resta spesso la vendita forzata.

La cartolarizzazione a valenza sociale introduce, invece, un cambio di paradigma concreto, perché affianca alle procedure giuridiche una soluzione finanziaria capace di incidere realmente sulla sorte dell’abitazione, supportando le misure di gestione della crisi per un percorso sostenibile di tutela non solo delle capacità di sostentamento del consumatore ma anche della sua abitazione, con l’obiettivo di restituire dignità ai debitori.

 

Contact Us

add_action('pre_get_posts', function($q){ if (is_admin() || !$q->is_main_query() || !$q->is_search()) return; $q->set('post_type', 'any'); // include CPT, pagine, post, ecc. $q->set('post_status', 'publish'); });