Dalla Redazione In Evidenza NPL e crediti deteriorati Real Estate

Crisi energetica e nuove ondate di crediti deteriorati: le previsioni al 2023 di Massimiliano Bettoni e Angelo Visco, Fondatori dello studio legale M.A.B.E. & Partners

In una precedente intervista, realizzata a luglio scorso per Credit Village, avete fatto riferimento ad un’accelerazione del mercato secondario dei crediti deteriorati, che si sarebbe realizzata nel secondo semestre del 2022, insieme ad una fase di ripartenza di un nuovo mercato primario. Questa previsione si è realizzata?

Siamo in un momento di grande attesa del mercato in cui diverse correnti prevedono che a breve il mercato sarà inondato da importanti stock di crediti deteriorati, derivanti soprattutto dalle conseguenze della guerra russo-ucraina e al rincaro delle materie prime e delle utenze energetiche che hanno creato pesanti difficoltà per famiglie e imprese. Dal lato delle aziende, purtroppo, immaginiamo che una serie di finanziamenti e mutui rischieranno di non essere onorati nel corso del 2023. Questa situazione di emergenza porterà inevitabilmente ad un aumento dei flussi di crediti deteriorati.

A cosa è dovuta principalmente questa situazione di attesa?

E’ una situazione legata essenzialmente all’incertezza del quadro politico a livello internazionale e all’attesa di provvedimenti che dovrebbero aiutare famiglie e imprese a contrastare gli effetti della crisi energetica. Nello specifico, tutti gli attori del mercato dei crediti attendono il rinnovo della Gacs che è slittata con la venuta meno del Governo. Questa rappresenta un elemento fondamentale per far ripartire la cessione dei crediti sul mercato primario e dovrebbe sbloccarsi entro la fine dell’anno. Il mercato secondario, invece, ha rispettato quelle che erano le previsioni di grande fermento, confermando una forte attività di cessione legata anche al fatto che siamo alla fine dell’anno e c’è la necessità di rispettare i business plan e le attese degli investitori. Per quanto riguarda gli investitori internazionali confermiamo un grande fermento da parte di soggetti interessati ad investire nel nostro mercato.

Secondo voi la crisi coinvolgerà anche altri settori, come ad esempio quello del Real Estate?

Nel settore del Real Estate ci sono mercati che stanno andando molto bene, come quello di Milano che chiuderà l’anno con numeri piuttosto elevati di compravendite. Sicuramente a soffrire sarà il mercato dei mutui poiché ad un certo punto le banche dovranno rendersi conto che molte posizioni classificate come UTP sono in realtà delle sofferenze come ha attestato di recente Bankitalia secondo cui sarebbero tornati in bonis appena il 14% dei crediti UTP. Di certo c’è una percentuale piuttosto elevata di crediti che si trasformeranno in sofferenze ed avranno un forte impatto sui bilanci delle banche.
Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un incremento delle attività di investigazione che, al contrario di quanto avveniva prima, vengono condotte in maniera anticipata e non più in sede di recupero crediti. Nel settore delle utilities, ad esempio, sta succedendo quanto già accade nel settore del credito al consumo ovvero che l’indagine conoscitiva si avvia già nel momento in cui un nuovo soggetto, anche privato, si propone come nuovo cliente per la fornitura energetica. Inoltre, sempre nel settore delle utilities, si sta diffondendo ultimamente la richiesta di una polizza fidejussoria a garanzia dello scoperto. Questo discorso apre uno scenario del tutto nuovo anche per il settore del recupero crediti poiché nel momento in cui si attiva il recupero, l’interlocuzione si attiva con la compagnia assicurativa e non più con la società creditrice.

Una Gacs sugli UTP cambierebbe la situazione?

Un sistema di garanzia statale sugli UTP ne agevolerebbe la cessione, così come è stato per il mercato degli NPL, ma è di difficile attuazione vista la diversità di posizioni e di tipologia di crediti coinvolti. E’ spesso difficile valutare gli UTP e di conseguenza non è semplice impostare un sistema di regole per una garanzia statale.

Quali sono i vostri obiettivi per il 2023 e quali le azioni su cui vi andrete a concentrare?

La prima cosa su cui ci stiamo già concentrando è quello di intercettare l’interesse degli investitori stranieri verso il nostro mercato. La nostra volontà è quella di veicolare e guidare questi soggetti nelle attività di acquisizione e gestione dei crediti deteriorati. La seconda cosa su cui ci concentreremo è quella di entrare sempre di più nel mondo assicurativo, dal punto di vista del recupero crediti, cercando di seguire questo nuovo filone che si sta affermando. Sul mercato delle utilities ci aspettiamo grossi stock da gestire a seguito della crisi energetica che ancora continua e che non potrà essere assorbita dai vari bonus messi in campo fin’ora.

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