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Altro che nozze, le banche europee comprano se stesse: 15 miliardi di buy back

Ben 15 miliardi destinati ad acquisizioni nel settore bancario in Europa. Sono quelli che le banche stanno utilizzando per «comprare sè stesse», ovvero a tanto ammonta la quota di capitale destinata ai buy back azionari da parte di dieci tra i maggiori gruppi europei euro (si veda la tabella a fianco in pagina). Una cifra destinata ad aumentare nelle prossime settimane quando, a cavallo della fine dell’anno, gran parte delle banche europee presenteranno i nuovi piani industriali pluriennali post-Covid e dettaglieranno i progetti di utilizzo dell’eccesso di capitale e le modalità per aumentare la redditività.

Come a Wall Street

I buy back azionari, ampiamente diffusi da decenni a Wall Street in alternativa parziale ai dividendi, sono stati invece finora utilizzati con parsimonia dalle banche europee che nell’ultimo decennio – anche grazie al pressing della Vigilanza Bce – sono state piuttosto impegnate ad innalzare i coefficienti patrimoniali, inevitabilmente penalizzando il return on equity.

Due i motivi congiunturali che rendono possibili i buy back bancari. Il primo è che il settore ha superato la crisi della pandemia addirittura aumentando i ratio patrimoniali (come dimostrato dallo stress test Eba, anche nello scenario avverso) e ora si trovano in media con capitale in eccesso anche a seguito del blocco alla distribuzione degli utili imposto prudenzialmente dalla Vigilanza. Il ritorno alla normalità consente alle banche di tornare a remunerare gli azionisti, distribuendo parte degli extra buffer come dividendo o come buy back azionari.

Le nozze mancate

In alternativa, le banche potrebbero…

Fonte: Il Sole 24 Ore

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