Dalla Redazione NPL e crediti deteriorati

Banche italiane NPL Ratio ai minimi dal 2008

Michael Teig, Deputy Head of Financials Credit Research di Unicredit in una recente Intervista ha parlato della riduzione degli stock di NPL e condiviso alcune ipotesi prospettiche sugli sviluppo dei prossimi mesi. Tra il 2015 e il 2020 le banche italiane hanno ridotto lo stock complessivo di NPL da 341 a 96 miliardi di euro. Supponendo che il 30% dei prestiti in moratoria (69 mld) finisca per migrare nello stock di Npl, in prospettiva si potrebbe assiste ad un aumento nello stock pari a circa 21 mld. L’Npl ratio salirebbe dunque al 6,2%, ancora al di sotto del livello di fine 2019 del 7,2%

Con riferimento ai sulle sofferenze delle banche italiane (Npl) al 30 giugno 2021 l’Npl ratio lordo è sceso al 5% dal 5,3% del primo trimestre 2021. Si tratta del livello più basso dalla fine del 2008 (5,3%), ma è ancora al di sopra della media Ue, che si attesta al 2,5%.

Teig ha commentato: “L’impressionante riduzione è stata guidata dalle misure di offloading degli Npl da parte delle banche grazie alla garanzia statale, la cosiddetta Gacs, finalizzata ad agevolare lo smobilizzo dei crediti in sofferenza”, In effetti, più di 90 miliardi di riduzioni sono state effettuate con il supporto della Gacs, un quadro esteso fino alla metà del 2022 con diverse operazioni in corso.

A detta dell’esperto di Unicredit, un altro grande motore del rapido risanamento della qualità degli asset è stato l’avvio del Meccanismo di vigilanza unico della Bce (SSM) nel 2014. Nel dettaglio ha dichiarato: “L’SSM della Bce ha migliorato l’assetto istituzionale e ha reso la vigilanza bancaria dell’Ue più indipendente dalla politica. L’SSM della Bce ha aumentato la pressione normativa per ripristinare rapidamente la qualità del credito”, ha osservato Teig.

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