Dalla Redazione Investor, servicer e debt buyer

Le donne nel mondo del recupero crediti

Intervista a Eleonora Lagonigro, Director del Dipartimento Corporate Receivables di KRUK

 

Le donne nel mondo del recupero credito. Intervista a Eleonora Lagonigro, Direttrice del Dipartimento Corporate Receivables di Kruk

 Con oltre 25 anni di esperienza nell’acquisizione e nella gestione di crediti NPL secured e unscured, Eleonora Lagonigro entra a fine 2018 nel team italiano della multinazionale polacca, che ad oggi conta oltre 300 dipendenti tra Kruk Italia S.r.l. e Age Credit S.r.l.

 Come è cambiato negli ultimi anni il ruolo (e la presenza) delle donne nel settore del credito?

Da sempre il settore del Credito e della Finanza hanno visto nel genere maschile il principale protagonista, riservando alle donne incarichi decisamente più marginali.

Tuttavia negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’evoluzione del ruolo delle donne, nel ricoprire cariche di maggiore responsabilità rispetto al passato.

Ma la strada da compiere è ancora lunga, soprattutto se pensiamo a posizioni apicali, dove la prevalenza è ancora nettamente maschile, a parità di competenze.

Anche in tema di retribuzione sussiste tuttora in Italia un gap tra uomini e donne del 17%, a parità di ruolo e mansione.

Ci racconta in breve il suo percorso professionale e quali sono state le principali sfide che ha dovuto affrontare?

Ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo del credito nel 1995.

Ricordo ancora una domanda che mi fu posta durante uno dei primi colloqui: “Ha intenzione di avere figli?” Certo che sì! Perchè mai la risposta a questa domanda dovrebbe influire sul buon esito del colloquio?

Per fortuna ho avuto l’opportunità di lavorare sin da subito accanto a figure molto forti, che hanno creduto nelle mie capacità, hanno investito sulla mia crescita professionale e hanno inciso sulla mia formazione.

Più tardi sono arrivate le 2 maternità a distanza di 3 anni l’una dall’altra: un freno al mio percorso ma non alla mia motivazione e determinazione.

Il “ricominciare da capo”  ha accompagnato anche altri momenti della mia vita lavorativa. Grazie alla passione per il mio lavoro e all’aiuto costante della mia famiglia sono ripartita ogni volta con coraggio e con la consapevolezza che la qualità vince sulla quantità, anche in termini di tempo. Ed il tempo è galantuomo.

Quante sono le donne che lavorano in Kruk e come viene valorizzata la figura femminile in azienda?

In Italia Kruk è sicuramente un Gruppo ROSA.

Oggi in Kruk Italia lavorano 156 donne su 279 dipendenti (56%) e in Age Credit (Società del Gruppo specializzata nel Servicing conto terzi) addirittura 50 donne su 62 (81%).

Al di là dei numeri, è sicuramente più interessante conoscere “chi”, e non “quante”, sono le donne lavorano nel Gruppo Kruk in Italia.

In breve, ecco le prime linee femminili di KRUK ITALIA e di AGE CREDIT

Senza dimenticare le altre colleghe di tutti i livelli che ogni giorno contribuiscono a creare valore in un contesto inclusivo.

 Crede che nel prossimo futuro sarà più facile per le donne raggiungere posizioni apicali nel mondo del credito?

 Credo  che il punto nodale stia proprio nella capacità a livello culturale di superare questo concetto di “quantità”: non basta pareggiare le quote, occorre lasciare spazio alla “qualità” delle competenze e alla meritocrazia.

Solo così potremo vedere al vertice più donne non in quanto tali o per gentil concessione, ma perchè capaci.

Cosa consiglia alle giovani lavoratrici donne che si affacciano ora al settore del Credito?

 Vorrei dire loro ciò che ripeto sempre anche alle mie figlie: siate libere di scegliere il vostro futuro, senza condizioni o condizionamenti; non accontentatevi e siate coraggiose senza mai smettere di credere nelle vostre capacità e nel vostro valore.

ARTICOLO PUBLIREDAZIONALE

Redazione Credit Village

Credit Village è oggi il punto di incontro e riferimento - attraverso le sue tre aree, web, editoria, eventi - di professionisti, manager, imprenditori e operatori della gestione del credito. Nasce nel 2002 con l’intento di diffondere anche in Italia, così come avveniva nel mondo anglosassone, la cultura del Credit e Collection Management.

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