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Compravendite e mutui, trend e previsioni per la fine del 2020

Il calo nelle compravendite del 2020, come si annunciava, sconta l’effetto Covid: secondo l’Agenzia delle Entrate la diminuzione nelle transazioni residenziali è stata del 21,8% nel primo semestre. Secondo l’Ufficio Studi Gabetti, tuttavia, da settembre le attività di compravendita sono riprese in maniera positiva.

Nel primo semestre 2020, secondo l’AdE, si sono realizzate 233.221 transazioni residenziali, oltre un quinto in meno rispetto allo stesso periodo del 2019; ciò a causa dello stop avvenuto nei mesi di marzo e aprile 2020. Dopo le riaperture, però, le agenzie Gabetti, Professionecasa e Grimaldi hanno sperimentato una ripresa.

“Il mercato residenziale, post lockdown, ha ripreso in modalità nuove che stanno portando risultati positivi, – ha dichiarato Marco Speretta, direttore generale Gruppo Gabetti. – Grazie a strumenti integrati e a un nuovo metodo operativo possiamo lavorare anche a distanza: tutte soluzioni che rivoluzioneranno il nostro lavoro pure nel post pandemia. Fondamentale inoltre l’innalzamento delle detrazioni dell’Ecobonus e del Sismabonus al 110%, da cui ci aspettiamo un impulso ulteriore al mercato  Da maggio le attività delle agenzie immobiliari Gabetti, Professionecasa e Grimaldi sono ripartite al meglio, adottando un metodo operativo 4.0: dai virtual office e virtual tour alla piattaforma che consente in modo digitale di fare acquisizioni, fino alla compilazione a distanza del form di valutazione di un immobile, attraverso una pagina web personalizzata; oltre a una nuova piattaforma dedicata, con la navigazione delle mappe catastali. Per merito anche di questi strumenti, nei mesi successivi di giugno-settembre, il riscontro è stato positivo in termini sia di domanda, sia di compravendite”.

Il calo dei nuovi acquisti si è fatto sentire anche sulle domande di mutuo, trainate dalle surroghe a causa dei tassi favorevoli.

“I tassi, particolarmente convenienti, hanno stimolato la domanda di surroghe, – ha dichiarato Antonio Ferrara, amministratore delegato di Monety (Gruppo Gabetti), -soprattutto nel secondo e terzo trimestre del 2020, mentre le domande di finanziamento destinate all’acquisto di nuove abitazioni hanno risentito del calo del numero delle compravendite su cui ha inciso il periodo di lockdown. Nell’ultimo trimestre dell’anno si potrebbe in parte recuperare il ritardo accumulato anche se il decreto dello scorso 13 ottobre, con il quale il Governo ha cambiato i requisiti necessari per accedere al fondo di garanzia Consap prima casa, potrebbe creare un impatto negativo poiché destina la garanzia ai soli soggetti definiti “prioritari”. Ciononostante, potendo contare su mutui con tassi a 30 anni sotto l’1%, è altamente probabile un incremento della domanda nei prossimi mesi”.

Ecco quindi le principali rilevazioni sul mercato immobiliare 2020 dell’Ufficio Studi Gabetti (clicca qui per il report completo):

  1. Prezzi immobiliari: nei primi nove mesi del 2020 nelle grandi città si è registrata una variazione intorno al -1,1%, rispetto all’anno precedente. Ma è opportuno fare delle distinzioni: Milano (+0,2%) è l’unica città con variazione positiva; lievi variazioni per Napoli e Bologna (-0,3%). Roma (-0,7%) e Firenze (-1%) hanno mostrato una variazione negativa contenuta, seguite da Genova (-1,7%), Palermo (-2,5%) e Torino (-2,7%).
  2. Tempi di vendita: nelle grandi città sono rimasti complessivamente stabili, su una media di 4,5 mesi. Nei nove mesi, gli sconti medi tra il prezzo richiesto dal venditore e il prezzo di chiusura della trattativa, nelle grandi città, si sono mantenuti su una media del 12%, per le soluzioni usate. Pure questa media vede in realtà una sensibile differenza tra immobili “a prezzo”, la cui percentuale indicata si riduce anche sotto il 10%, e quelli che invece vengono immessi sul mercato a prezzi non attuali: in questo caso gli sconti superano il 12%.
  3. Domanda di mutui: nel 2020, dopo una partenza positiva e il successivo calo a seguito del lockdown, nel mese di settembre si è registrata una ripartenza del comparto, rispetto allo stesso periodo del 2019, confermando il trend positivo dei 3 mesi precedenti, mentre in ottobre si è verificata una nuova flessione. I dati Banca d’Italia relativi ai finanziamenti per l’acquisto di abitazioni a famiglie consumatrici hanno segnalato per il primo semestre del 2020 un totale di 25,2 Mld di euro, +9,8% rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel dettaglio si tratta di 12,3 Mld € nel primo trimestre e 12,9 Mld € nel secondo.
  4. Previsioni di fine 2020: si prevede una lieve flessione dei prezzi, in un contesto di compravendite che potrebbero calare nell’ordine del 15-20%, flessione motivata non dalla diminuzione della domanda, ma dalla inevitabile chiusura delle agenzie immobiliari. Questo se la ripresa del IV trimestre non sarà bloccata da un nuovo lockdown, a seguito dell’aggravarsi dell’emergenza sanitaria.

Fonte: Idealista

 

Redazione Credit Village

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