Dalla Redazione Real Estate

Le aste immobiliari alla sfida del Covid-19: quali impatti e quale futuro per il settore? Intervista a Giulio Licenza, Co-Founder & Chief Business Development Officer Reviva

Giulio, qual è il ruolo di Reviva la Startup di cui sei Co-Fondatore?

G.L. Reviva è la prima startup in Italia specializzata nella vivacizzazione delle aste immobiliari che tramite un processo che combina Intelligenza Artificiale e marketing esperienziale aiuta servicer, NPL investor e banche ad aumentare il recupero dei crediti NPL secured.
Si differenzia da altri player del mercato per due caratteristiche fondamentali. La prima è la specializzazione, mentre altre aziende offrono un’ampia gamma di servizi tra i più disparati, Reviva si occupa esclusivamente di vivacizzazione aste, una scelta che ci ha permesso di innovare profondamente questo settore specifico. La seconda è la tecnologia, mentre le altre società si servono di collaborazioni con reti di agenzie immobiliari e strumenti tradizionali, Reviva ha creato un processo che analizza i Big data delle aste immobiliari con un modello di Intelligenza Artificiale, in grado di prevedere gli esiti delle aste, così da guidare il processo di promozione digitale e marketing esperienziale che incentiva la partecipazione. Queste due caratteristiche hanno permesso ai nostri clienti di ottenere delle performance uniche in questo settore ed un maggiore recupero dei loro portafogli di NPLs, più concretamente a raggiungere una percentuale media di aggiudicazione superiore del + 43% rispetto alla media dei tribunali con un rialzo medio del prezzo in asta del 56%.

Quali saranno a vostro avviso i principali effetti del Covid-19 sulle aste immobiliari? Come contenerli?

G.L. L’emergenza dovuta al Covid-19 e il lockdown hanno imposto la sospensione delle vendite di immobili in asta e quindi la sospensione dei recuperi di NPL secured. Proprio il numero di immobili coinvolti da questa sospensione e il loro controvalore economico, sarà uno dei temi che affronterò in anteprima durante l’evento. L’obiettivo è quello di avere una idea chiara delle dimensioni dell’impatto e di quanto inciderà sui recuperi. Possiamo intanto già affermare che ogni anno la maggior parte delle aste sono concentrate nel primo semestre e quindi il congelamento delle vendite di questi primi 6 mesi ha sicuramente compromesso la maggior parte dei recuperi giudiziali del 2020. A questo bisogna aggiungere il fatto che buona parte dei tribunali ad oggi deve ancora fissare nuove vendite, a cui si aggiunge la sospensione feriale dei tribunali di agosto e la sospensione delle aste riguardanti immobili prima casa fino a ottobre. Appare quindi chiaro il fatto che dell’anno giudiziario 2020 restano intatti solo i primi due mesi precrisi e ottobre, novembre e parte di dicembre.
Se è vero che poco si può fare sulla sospensione delle vendite decisa dai tribunali è anche vero che i player del mercato immobiliare distressed possono fare la differenza nel far crescere l’interesse di privati e professionisti nei confronti del mercato delle aste immobiliari.
La poca trasparenza, le difficoltà di accesso e infine la comunicazione poco impattante sono solo alcuni dei motivi principali per i quali le aste immobiliari hanno difficoltà ad ottenere dei risultati soddisfacenti. Il volume di transazioni immobiliari in Italia è in crescita da numerosi trimestri, le transazioni residenziali oscillano fra le 500 e 600.000 unità/anno mentre le aggiudicazioni in asta rimangono solo di poche decine di migliaia. Ciò significa che il mercato immobiliare è attivo, la sfida vera quindi è quella di far aumentare la fetta delle transazioni in asta rispetto al libero mercato, non di aumentare l’intera torta delle transazioni immobiliari d’Italia, e in questi termini già uno spostamento di una piccola percentuale di acquisti da libero mercato a quello delle aste sarebbe un risultato economico importante. Chiaramente per fare questo è necessario un player focalizzato sulle aste immobiliari che sia esperto di marketing, che abbia l’interesse e le capacità di traghettare concretamente privati e professionisti verso questo segmento, ancora oggi considerato torbido e visto di cattivo occhio. Questo è esattamente uno degli obiettivi che stiamo perseguendo in Reviva ed il fatto che ogni circa 5 aste portate all’aggiudicazione ci sia la partecipazione di almeno un soggetto segnalato da noi ci indica che siamo nella giusta direzione.

A Suo avviso in che modo big data e intelligenza artificiale applicati alle aste immobiliari porteranno vantaggi a tutto il sistema?

G.L. In Italia il settore degli immobili in asta soffre di una forte carenza di dati. La cultura del dato, ancora oggi poco diffusa in Italia, è una caratteristica fondamentale perché si tratta dello strumento che permette di apprendere e misurare e quello che non si misura non può di rimando crescere. In particolare, i Big data raccolti e normalizzati con cura, uniti all’uso di nuove tecnologie come l’Intelligenza Artificiale, ci consentono di creare dei modelli di previsione estremamente precisi che altrimenti sarebbero impossibili da realizzare. Nello specifico in questi mesi abbiamo messo in campo un team di giovani data scientists e sviluppatori di talento, i quali hanno creato un algoritmo di Intelligenza Artificiale (nello specifico Machine Learning) che analizza i dati degli immobili in asta, con tutte le variabili che influiscono sulla vendita dell’immobile, e ne prevede l’aggiudicazione in asta. Questa previsione è oggi il timone che guida il nostro processo di vivacizzazione delle aste, che decide gli obiettivi e soprattutto che permette a Reviva e ai suoi clienti di raggiungere una percentuale di aggiudicazione in asta superiore del 43% rispetto alla media.
Queste tecnologie ormai stanno crescendo in ogni settore, entrano in maniera dirompente nel mercato ed è certamente il punto in cui a tendere dovremo arrivare tutti. La differenza sta solo nell’utilizzarle per primi e innovare il mercato o utilizzarle in seguito e subire il cambiamento, che per molte aziende arrivate in ritardo non è stato molto generoso e ha lasciato poco spazio nel mercato.

Redazione Credit Village

Credit Village è oggi il punto di incontro e riferimento - attraverso le sue tre aree, web, editoria, eventi - di professionisti, manager, imprenditori e operatori della gestione del credito. Nasce nel 2002 con l’intento di diffondere anche in Italia, così come avveniva nel mondo anglosassone, la cultura del Credit e Collection Management.

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