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Rechain: la storia degli immobili in un database

Un database del venduto in grado di tracciare le vicende giuridiche, finanziarie e urbanistiche degli immobili. Il progetto si chiama REchain e si deve alla collaborazione tra l’Osservatorio T6, l’Associazione di studio sulle esecuzioni italiane, e l’Associazione Italiana Blockchain. Il progetto è stato presentato in occasione del dibattito online “Tra proptech e legaltech: la blockchain al servizio del mondo immobiliare”, il primo dei quattro incontri previsti dal convegno “Evoluzioni”, a cui hanno anche partecipato Marco Zolla, Legal Researcher presso il Blockchain & Climate Institute, e Paolo Siligoni, Head of Blockchain Department presso Kreston RS. .
Dal 2019 l’Osservatorio T6 e l’Associazione Blockchain Italia hanno promosso un tavolo congiunto sullo studio e l’applicazione della blockchain, l’innovativa tecnologia nel mondo immobiliare. Grazie al contributo di tutti i componenti della filiera, è nato Rechain, un vero e proprio database del venduto, in grado di delineare la “storia” di tutti gli immobili interessati da esecuzioni giudiziarie.
Abbiamo lavorato per un anno, evitando ogni sensazionalismo – ha spiegato Stefano Scopigli, presidente dell’Osservatorio T6 – il progetto che presentiamo, e sul quale continueremo a lavorare, propone un sistema di gestione basato su sistemi di blockchain, in grado di ottimizzare le procedure esecutive. Questa tecnologia, più volte paragonata a Internet, potrebbe davvero rivoluzionare il nostro settore, che da sempre chiede più trasparenza, informazione e affidabilità”.
A partire dal giugno 2019, il tavolo costituito dalle due associazioni si è così impegnato nell’impresa di “calare” le condotte abilitate dalla blockchain nell’immobiliare italiano. La blockchain è un registro digitalizzato e permanente, che consente la gestione di informazioni e dati senza l’obbligo di un’autorità centrale che sovrintenda all’intero processo. “E’ questa eguaglianza di ruoli il vero punto di forza della tecnologia blockchain – ha precisato Francesco Rampone, presidente dell’Associazione Italiana Blockchaintutto è basato sulla convenienza che hanno i players a mettere insieme informazioni. Questo approccio concreto è anche alla base di Rechain”.
Il lavoro del tavolo congiunto ha riguardato tutti gli snodi della gestione di asset immobiliari: modulo abitativo, garanzia reale, investimento sottostante di prodotti finanziari, oggetto di procedimenti di esecuzione. Lo studio si è concentrato in particolare sul “punto di ingresso”, vale a dire il segmento della filiera immobiliare che adotta la procedura blockchain, per poi fungere da catalizzatore rispetto a tutti gli altri.
In questa attività è stato essenziale il carattere aperto del progetto, che ha visto collaborare i diversi componenti del mondo immobiliare, dal notaio al visurista, dal gestore immobiliare all’avvocato. “Il modello di database è pronto – ha osservato Rampone – per la sua applicazione, occorrerà però ancora un certo tempo. Molto dipenderà dall’interesse che dimostreranno gli interlocutori pubblici nello sviluppo di questa tecnologia”.
In cosa consisterà il database? Grazie all’archivio di REchain sarà possibile digitalizzare l’intera mole di dati relativi al patrimonio immobiliare soggetto ad esecuzione e, in questo modo, sburocratizzare e velocizzare tutti i processi. Meno carta, insomma, maggiore celerità nel definire i procedimenti giudiziari legati alle esecuzioni, passaggi amministrativi più snelli. Il sistema, hanno sottolineato entrambe le associazioni, “può contribuire al governo del territorio, quindi essere di sostegno ai tribunali e alle realtà locali, favorendo un mercato più trasparente ed efficiente”. Soprattutto, processi più semplici e accessibili renderebbero più appetibili questi asset immobiliari, attirando così liquidità e risorse.

Fonte: Osservatorio T6

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