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Fiducia, passione e proattività, i valori fondanti di Axactor. Intervista al Ceo di Axactor Italy Antonio Cataneo

ARTICOLO PUBLIREDAZIONALE

Attiva in Italia dal 2016, Axactor Italy è una società italiana di proprietà del Gruppo Axactor SE, tra i leader europei nella gestione e nel monitoraggio dei crediti. In soli 3 anni Axactor Italy ha registrato una crescita vertiginosa, che ha portato la società a diventare uno dei principali player di riferimento del mercato. Nel primo semestre del 2019 ha registrato una crescita del 90% rispetto allo stesso periodo del 2018, con un fatturato di 11,3 milioni di euro.

Credit Village ha intervistato Antonio Cataneo, Ceo di Axactor Italy, per sapere qualcosa in più sui segreti che hanno portato la società al successo.

Quali sono i valori fondanti di Axactor?

I valori fondanti di Axactor si possono riassumere in 3 concetti: fiducia, passione e proattività. Si tratta di valori che hanno al centro la persona perché Axactor considera il capitale umano la principale risorsa. Per fare qualcosa di importante, infatti, bisogna prima di tutto avere fiducia nei propri collaboratori, mettere sempre molta passione in quello che si fa ed essere proattivi cercando di buttare sempre il cuore oltre l’ostacolo. Altri valori importanti per Axactor sono la flessibilità e la velocità, fondamentali per cercare di capire le esigenze dei propri partner e di intercettare i cambiamenti per poterli anticipare. Ci troviamo di fronte ad un mercato estremamente dinamico e competitivo e per riuscire a primeggiare è necessario guardare oltre e se necessario rischiare anche qualche piccolo fallimento. I risultati ci stanno dando ragione e per questo vogliamo continuare in questa direzione.

Quali sono le vostre principali strategie per i prossimi anni sia a livello di Gruppo che a livello italiano?

L’obiettivo futuro di Gruppo è semplice: essere uno dei primi player a livello europeo e stiamo lavorando in questa direzione. In Italia il Gruppo è sbarcato nel 2016, con l’acquisto di CS Union SpA, e da allora siamo cresciuti a ritmo sostenuto, fino ai risultati ottenuti nell’ultimo semestre, con un fatturato pari a 11,3 milioni di euro, con una crescita del 90% rispetto al primo semestre del 2018. La nostra strategia per il futuro rimane la crescita, con un focus maggiore sull’allargamento delle asset class per quanto riguarda l’acquisto di portafogli, per andare oltre l’attuale specializzazione nel segmento dell’unsecured. Inoltre, stiamo lavorando per aumentare il know how e le una capacità per agire come servicer per conto di importanti banche, istituzioni finanziarie e assicurative, per fornire loro una gestione completa di tutti i loro portafogli, dagli UTP alle sofferenze.

Axactor è una società relativamente giovane ma con un solido e vasto background. A Suo avviso, quali sono state le chiavi del successo che hanno permesso ad Axactor di diventare uno dei principali leader del mercato a livello europeo in cosi pochi anni?

Come già detto precedentemente, da sempre la nostra forza è il capitale umano e per questo abbiamo adottato un modello organizzativo che favorisce i contatti tra i membri del team, a cominciare dall’Amministratore Delegato che si relaziona costantemente con i suoi collaboratori.

Un altro fattore che ci rende unici e ci ha permesso, a livello di Gruppo, di crescere con una media annuale del 180%, è l’utilizzo delle più moderne tecnologie e software. Per noi l’innovazione è centrale e cerchiamo di sfruttare al meglio tutte le possibilità che il mercato ci offre. Il nostro modello di business in questo ambito prevede l’esternalizzare dell’attività IT e la gestione dei sistemi informatici e questo ci consente di avere a disposizione sempre le migliori soluzioni, ad un costo ridotto rispetto ad una gestione in house. Un ulteriore elemento importante è la capacità del Gruppo di sapere operare secondo un modello “Glocal”. A differenza di altri player infatti, Axactor è riuscita a combinare la forza di un grande Gruppo internazionale con le specificità dei singoli mercati in cui opera. Oggi siamo presenti in 6 Paesi europei, che sono molto diversi tra loro. Ogni Paese ha un suo potenziale e il nostro obiettivo è quello di sfruttarlo al massimo. In ogni Paese in cui abbiamo una sede tendiamo ad avere un management locale perché crediamo che non si possa prescindere dalla conoscenza del territorio. Dall’altro lato chiunque lavori in Axactor condivide in pieno i nostri valori.

Per quanto riguarda il mercato italiano, quali sono i progetti più importanti su cui vi state focalizzando in ambito credit industry?

Come ho già accennato, i progetti su cui ci stiamo focalizzando sono sicuramente l’allargamento delle asset class e lo sviluppo di attività di servicing per ampliare lo spettro dei servizi che offriamo ai gruppi finanziari, bancari, assicurativi e al mondo corporate. Vogliamo diventare, per i nostri partner, un interlocutore con cui dialogare su tutta la linea del credito. Questo implica tutta una serie di attività di partnership industriali e di valutazione di accordi e operazioni M&A che ci possano portare a completare l’offerta dei servizi. In questa direzione è andata la recente partnership con NPLs Re Solutions, società del Gruppo Gabetti specializzata nel recupero di crediti secured in sofferenza.

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