Credito e consumatori Dalla Redazione

Il factoring in crescita, soprattutto per i fornitori di enti pubblici: un prodotto bancario anticiclico

Il factoring oggi rappresenta un servizio gestionale e una tecnica finanziaria, volti a soddisfare le esigenze relative alla gestione dei crediti commerciali delle imprese. Il factoring non si configura quindi come un prodotto standard dalle caratteristiche di base prestabilite, ma assume differenti configurazioni in relazione alle esigenze dell’impresa che se ne avvale.

In particolare, il contratto di factoring permette ad un’impresa di trasferire i propri crediti commerciali a una banca o a un operatore creditizio specializzato (società di factoring) e nella sua forma più completa permette di realizzare contemporaneamente tre funzioni:

  • il finanziamento del cedente attraverso lo smobilizzo dei crediti ceduti
  • il trasferimento dei rischi di inadempimento
  • la esternalizzazione della gestione dei crediti

La funzione di finanziamento che si realizza mediante il prodotto factoring (e.g. factoring con accredito anticipato) prevede l’anticipo di circa il 70-80% dell’importo ceduto da parte del factor a favore dell’impresa cedente.
La funzione di trasferimento del rischio permette di trasferire il rischio dal cliente alla società di factoring sia in maniera completa, nella forma del factoring pro-soluto, che in maniera parziale come è nel caso del factoring pro solvendo.
L’ultima funzione è quella della esternalizzazione della gestione dei crediti mediante la quale l’impresa che ricorre al factoring delega la società di factoring alla gestione dei propri crediti commerciali.

Il factoring è diverso dall’anticipo fatture.
Attraverso l’anticipo fatture l’impresa attribuisce alla banca un mandato irrevocabile di incasso con autorizzazione a trattenere gli importi delle fatture incassate. Anche in questo caso all’atto della presentazione della fattura per l’anticipo la banca accredita una somma compresa tra il 70 e l’80% dell’importo sul conto corrente del cedente.

Come detto sopra, sia l’anticipo fatture sia il factoring costituiscono una forma di smobilizzo dei crediti commerciali in quanto in entrambi i casi l’impresa si priva di parte dei propri attivi inclusi nel circolante al fine di ottenere immediatamente disponibilità liquide. Tuttavia, il factoring è considerato non una semplice operazione di finanziamento ma una scelta di gestione del capitale circolante dal momento che influenza:

  • i criteri che l’impresa adotta per regolare il livello di affidabilità dei propri clienti
  • le dilazioni concesse
  • i tassi di interesse applicati
  • gli sconti praticati
  • le modalità di incasso e di recupero crediti.

Il factoring è una operazione, o meglio un modello di gestione del capitale circolante, che può modificare in maniera significativa il tradizionale rapporto Banca-Impresa.

Dal punto di vista dell’impresa il factoring rappresenta una forma di outsourcing della gestione del credito vs clienti che a differenza dell’anticipo fatture permette nel caso in cui il cedente abbia volumi di crediti elevati, di ridurre significativamente i costi fissi di amministrazione e controllo dei propri crediti.

La cessione dei crediti a un factor permette inoltre all’impresa una delega completa di adempimenti a un operatore specializzato: emissione delle fatture, tenuta della contabilità clienti, gestione dei pagamenti e dei solleciti in caso di ritardo, avvio di azioni legali in caso di inadempimento. Inoltre, mediante il ricorso al Factoring le PMI hanno l’opportunità di bilanciare i rapporti tra PMI e Grandi Gruppi esternalizzando la gestione dei crediti e concentrandosi sul proprio core business.

Al contrario l’anticipo fatture è un’operazione che ha un impatto molto più limitato sulla politica di credito commerciale dell’impresa.

Dal punto di vista della banca è possibile affermare che attraverso il factoring è possibile avere un maggior controllo e una migliore comprensione dell’operatività del cliente e dei suoi clienti.
La crisi ha dato nuovo impulso al mercato del factoring. Il factoring ha evidenziato una decisa accelerazione della dinamica degli anticipi realizzati. Tale andamento è stato sostenuto sia dalle crescenti esigenze di liquidità da parte delle imprese a fronte dell’allungamento dei tempi di pagamento, che si è verificata dopo il diffondersi della crisi, sia dalla maggiore selettività adottata dalle banche nella concessione del credito. Il vantaggio del factoring, essendo caratterizzato da un costo del rischio minore, risiede anche nel pricing molto competitivo rispetto ad altre forme di finanziamento.

Il tasso del contenzioso nella post operatività di factoring esprime valori molto più bassi rispetto alle sofferenze della attività creditizia in generale (sotto il 50%) rispetto al credito “ordinario”.

Certamente questo strumento “il Factoring” nelle sue varie forme tecniche non è in grado di risolvere tutti i problemi che risiedono nel rapporto banca impresa (es. il valore delle condizioni applicate) ma rappresenta, in un periodo certamente non facile per l’erogazione creditizia, una “nuova” carta da giocare nella partita per la possibile ripresa economica … nella speranza che banche e imprese si rendano conto che questa è una partita da giocare fianco a fianco e non l’un contro gli altri armati.
Per questo lo Studio ConCredito ha iniziato una capillare azione commerciale per promuovere il factoring quale aiuto concreto alle piccole e medie imprese.

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