Credito e consumatori Dalla Redazione

Indebitamento famiglie italiane: si compra sempre più a rate

Interessante ciò che emerge dagli ultimi due studi di peso condotti sulle condizioni economiche delle famiglie italiane, il primo concerne l’indebitamento delle famiglie italiane ed è stato condotto da Kruk multinazionale polacca che si occupa della gestione del credito, la seconda è stata fatta dall’Istat e mostra il rischio di povertà in Italia.

La prima indagine, sui comportamenti dei debitori realizzata dal Gruppo Kruk con raccolta dati Ipsos, ha riguardato un campione di circa 800 persone di età compresa tra i 18 ed i 74 anni residenti in Italia, ha evidenziato un boom nell’uso dei finanziamenti. Gli italiani sono tornati a comprare prevalentemente a rate, non per scelta, ma per necessità, il dilazionare le spese nel tempo resta ad oggi, data un’economia stagnante con stipendi pressoché al palo, l’unica modalità di programmazione delle proprie spese. La fanno da padrone infatti le spese ‘importanti, per beni non raggiungibili diversamente, il 45% degli intervistati ha utilizzato il finanziamento per l’acquisto della prima casa, dunque con modalità strategica di pianificazione del proprio futuro, o per beni durevoli, il 40%. Esistono poi casi in cui il finanziamento resta l’unica modalità per poter sostenere le spese fisse ricorrenti, l’11% degli intervistati ha dovuto ricorrere ad un prestito per poter pagare le utenze, luce/gas, oppure per potersi curare, in aumento, 8%, quanti richiedono un delta per sostenere le spese mediche. Un 15% invece si è trovato costretto a chiedere un ulteriore finanziamento al fine di sanare debiti precedentemente contratti.

La sottoscrizione di finanziamenti è un trend che proseguirà nel tempo, dicono gli esperti, col 25% degli intervistati che pensa a nuove sottoscrizioni già a partire dai prossimi mesi. Di questi per taluni é un abituè in quanto hanno già finanziamenti in corso, mentre per il 14% si tratterebbe della prima volta. Un segnale che evidenzia come le condizioni economiche delle famiglie si confermino precarie, e basti un imprevisto esogeno, come un infortunio, la separazione, la morte del capofamiglia percettore di reddito, a innescare il rischio di povertà.

La stessa indagine Istat stima come nel 2017 oltre una persona su 4 in Italia sia a rischio povertà o esclusione sociale, con importanti differenze territoriali. Il Mezzogiorno, ad esempio, resta l’area territoriale più esposta al rischio di povertà (44,4%), seppur in diminuzione rispetto al 2016 (46,9%). Il rischio è minore e in calo nel Nord-est (16,1% da 17,1%) e, in misura meno ampia, nel Nord-ovest (20,7% da 21,0%). Nel Centro la quota è stabile al 25,3%. Le famiglie più vulnerabili al rischio di povertà o esclusione sociale risultano quelle con cinque o più componenti (42,7%).

Secondo lo psicologo Luca Mazzucchelli vi sono delle modalità per uscire dal forte stress che può causare una situazione di indebitamento, eccovi le sue parole: “Spesso l’indebitamento porta a chiudersi in sé stessi, dando il via a una serie di comportamenti ed evitamenti non utili a sostenere la salute psicofisica della persona. Soprattutto, è importante prendere coscienza degli effetti collaterali cui si andrà incontro qualora non ci si adoperi alla risoluzione del debito. Preoccupazioni e ansie, infatti, possono compromettere la bontà delle relazioni interpersonali, portare l’individuo a isolarsi socialmente fino alla depressione. Affrontando la questione a piccoli passi è possibile uscire da questa condizione, perché il progressivo risanamento del debito è l’azione più efficace per tornare a guardare al futuro con ottimismo”.

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