Scelti per voi

Istat, in calo la fiducia di famiglie e imprese

Non si respira aria di ottimismo tra le famiglie e le imprese italiane. Se lo spread in rialzo ha innescato timori sul fronte dei consumatori, le mancanza di incentivi per investimenti frena gli imprenditori. E a confermare questa situazione è arrivata l’Istat, che a novembre stima una flessione dell’indice del clima di fiducia dei consumatori da 116,5 a 114,8 mentre l’indice composito del clima di fiducia delle imprese diminuisce per il quinto mese consecutivo, passando da 102,5 a 101,1, il livello minimo da dicembre 2016.

Dopo la crescita registrata nella seconda metà del 2017, commentano all’Istat, la fiducia delle imprese è entrata in una fase di stasi nel primo semestre del 2018 e ha cominciato a diminuire da luglio 2018. Nella manifattura la diminuzione è concentrata soprattutto nel settore dei beni di investimento. L’Istat spiega che tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori sono in calo, seppur con intensità diverse, ad eccezione del clima personale per il quale si rileva un lieve aumento (da 108,7 a 108,9).

Più in dettaglio, il clima economico passa da 137,2 a 131,7, il clima corrente diminuisce da 112,5 a 111,5 e il clima futuro cala da 121,4 a 118,9. Con riferimento alle imprese, il clima di fiducia peggiora in tutti i settori (nel settore manifatturiero l’indice passa da 104,9 a 104,4, nelle costruzioni da 138,9 a 132,5 e nei servizi da 103,6 a 101,8) ad eccezione del commercio al dettaglio dove l’indice sale da 101,6 a 102.

Passando ad analizzare le componenti dei climi di fiducia delle imprese, nel comparto manifatturiero, che registra una flessione più contenuta rispetto al settori dei servizi e a quello delle costruzioni, si rileva un peggioramento delle attese sulla produzione; i giudizi sul livello della domanda e il saldo delle scorte di magazzino rimangono sostanzialmente stabili rispetto allo scorso mese. Nel settore delle costruzioni, si registra un peggioramento sia dei giudizi sugli ordini sia delle aspettative sull’occupazione.

Per quanto riguarda il settore dei servizi, tutte le componenti sono in calo: si segnala in particolare il deterioramento dei giudizi sull’andamento degli affari e la contrazione sia dei giudizi sia delle attese sugli ordini. Nel commercio al dettaglio, l’aumento dell’indice è dovuto principalmente al miglioramento dei giudizi sulle vendite e ad una marcata contrazione del saldo relativo alle scorte di magazzino. Invece, le aspettative sulle vendite future sono in diminuzione.

“Dopo quasi sei mesi dall’insediamento del governo gialloverde si registra ancora una diminuzione della fiducia delle imprese, la quinta consecutiva. Una dimostrazione plastica di come l’azione di governo stia preoccupando non solo l’Europa, ma il sistema produttivo italiano”, ha dichiarato Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico, commentando i dati dell’Istat.

“Anche le componenti del clima di fiducia dei consumatori sono in calo, come già dimostrato dal fallimento dell’asta dei Btp. Ma come potrebbero non esserlo con quasi quindici miliardi di risparmi bruciati e l’avvio di una procedura di infrazione da parte dell`Europa?”, chiede la deputata Dem.

“Mesi di spread in rialzo, il fermo delle opere infrastrutturali, le liti e i ricatti tra le anime della maggioranza stanno riportando il Paese indietro di anni, a tempi di sacrifici che avevamo ormai superato. Si fermino finché sono in tempo, non per noi, ma”, conclude Rotta, “perché lo chiedono le cittadine e i cittadini italiani”. Intanto anche in Francia è in calo l’indice di fiducia dei consumatori che si è attestato a 92 punti a novembre, rispetto a quota 95 di ottobre.


Autore: Paola Valentini
Fonte:

Milano Finanza

istatfiduciaimpreseconsumatoricongiuntura economica

Redazione Credit Village

Credit Village è oggi il punto di incontro e riferimento - attraverso le sue tre aree, web, editoria, eventi - di professionisti, manager, imprenditori e operatori della gestione del credito. Nasce nel 2002 con l’intento di diffondere anche in Italia, così come avveniva nel mondo anglosassone, la cultura del Credit e Collection Management.

X