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Mps domani torna a Piazza affari, resta il faro Bce su Npl e rischi legali

Il semaforo verde di Consob si è acceso, inaspettatamente, questa mattina all’alba: con un provvedimento rilasciato nella notte l’autorità di vigilanza sul mercato ha autorizzato il Monte dei Paschi a tornare agli scambi in Piazza Affari con le sue azioni e tutti gli altri titoli in precedenza quotati.
L’appuntamento è per domattina, dopo dieci mesi di pausa forzata disposta sempre da Consob il 22 dicembre scorso, quando l’aumento di mercato da 5 miliardi era fallito e si prospettava l’ingresso dello Stato, poi materializzatosi in estate.
Con l’ok della Consob, è stato pubblicato il nuovo documento di registrazione della banca (in cui si riportano tutti i rischi della “nuova” Mps e conseguentemente di chi vi investe) ma anche tempi e modalità dell’offerta di bond senior per i risparmiatori che avevano bond subordinati convertiti in azioni in occasione dell’ingresso dello Stato: il periodo di adesione avrà inizio alle 8,30 del 30 ottobre e terminerà alle 16,30 del 17 novembre (sempreché venga effettuato un altro passaggio formale tra banca, Mef e Consob).

Gli Npl e lo spettro della risoluzione
Nella documentazione pubblicata oggi si dà conto della situazione attuale e prospettica della banca, con particolare riferimento al tema dei crediti deteriorati. Riportando l’interlocuzione avuta nei mesi passati con la Bce e la Commissione europea, la banca ricorda che al momento lo stock di sofferenze – pari a circa un terzo del totale dei crediti totali – è superiore alla media delle altre grandi banche italiane (Intesa, UniCredit, BancoBpm e Ubi), pertanto risulta fondamentale il buon esito della maxi cartolarizzazione da 27 miliardi di Npl imbastita insieme a Quaestio e al fondo Atlante: l’operazione procede come da programma ma senza di essa, si legge nella documentazione pubblicata oggi, resta il rischio di “interventi straordinari”, compresa la risoluzione e dunque il bail in.

I rischi legali e la redditività modesta
Ci sono anche altre questioni sollevate sempre dalla Bce alla banca, in particolare nell’ambito del processo di vigilanza continua dello Srep. E in parte, paradossalmente, si tratta delle conseguenze della terapia d’urto disposta proprio dalle autorità di vigilanza. Sta di fatto che Francoforte ravvisa una situazione di debolezza legata al «modello di business, con particolare riferimento al persistere della bassa redditività della Banca e all”insufficiente capacità di creazione di capitale interno», e in particolare, «viene evidenziata la non completa capacità di implementare ed eseguire le strategie individuate dal Consiglio di Amministrazione, ad esempio tramite azioni commerciali efficaci, ciò anche in relazione a una evoluzione meno favorevole delle condizioni macroeconomiche rispetto a quelle previste». La Bce punta poi il dito sul «sistema di governo dei rischi e aspetti organizzativi giudicati ancora non del tutto adeguati, in attesa di valutare le attività di mitigazione già implementate», sul «rischio di mercato in relazione ad alcuni aspetti di dettaglio legati alla misurazione del rischio di tasso di interesse del banking book» e sul «rischio operativo in relazione alla numerosità delle cause legali in corso e al consolidamento, ritenuto ancora debole seppure in graduale miglioramento, della reputazione del Gruppo». In particolare, il petitum complessivo per le cause in corso supera i 4,2 miliardi.

Il ritorno in Borsa
Dimenticati i 15,08 euro a cui era avvenuto l’ultimo contratto, il nuovo prezzo teorico di riferimento saranno gli 8,65 euro per azione a cui sono stati convertiti i titolari di obbligazioni subordinate (mentre lo Stato ha ricapitalizzato a sconto, cioè a 6,49). Valore teorico, però. visto che sconta multipli decisamente superiori alla media di settore. Considerati anche i prezzi praticati oggi over the counter e i risultati dell’asta dei credit default swap sui bond subordinati che si è tenuta giusto un mese fa, gli analisti prevedono che il ritorno sul Ftse Mib avvenga in area 4-4,5 euro, per una valorizzazione complessiva della banca intorno ai 5 miliardi.
Intanto la banca ha ufficializzato che i conti del terzo trimestre saranno approvati non il 27 ottobre, come inizialmente previsto, ma il 7 novembre, quando potrebbe anche essere convocata l’assemblea per il rinnovo del consiglio.


Autore: Marco Ferrando
Fonte:

il sole 24 ore

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