Dalla Redazione

NPL, Osservatorio Credit Village: ammontano a 23,9 miliardi di euro quelli ceduti nel 2016, ma quasi la metà sul mercato secondario

Ammonta a 23,9 miliardi di euro il valore totale degli NPL italiani venduti nel corso del 2016, in lieve crescita sul 2015. Il dato, in controtendenza rispetto a chi parla di un calo delle operazioni, arriva dall’Osservatorio Nazionale NPL Market lanciato lo scorso 13 aprile da Credit Village. Si tratta del primo Osservatorio indipendente che ha censito tutte le operazioni realmente effettuate (e non soltanto annunciate) nel mercato dei Non Performing Loans con l’obiettivo di aumentare la trasparenza in un settore che attualmente non gode di un’informazione precisa e dettagliata. Sul mercato degli NPL si sta giocando una grande partita e il fatto che, per mancanza di dati ufficiali, continui il ballo di cifre non giova di certo a nessuno.

Gli analisti di Credit Village hanno ricostruito una mappatura esaustiva delle transazioni del mercato italiano dei crediti deteriorati, l’analisi dei trend, la clusterizzazione per segmento, con un focus sul servicing: sono state analizzate circa 160 operazioni riferite al 2016, di cui soltanto 119 sono quelle effettivamente completate, che hanno riguardato crediti deteriorati. Il valore totale di NPL “passato di mano” è stato di 23,9 miliardi di euro, cifra che, seppure sia in crescita rispetto al 2015, resta comunque bassa rispetto al totale delle sofferenze che pesano sul nostro Paese, che si avvicinano ai 200 miliardi. Anche perché bisogna considerare che quasi la metà dei 23,9 miliardi di NPL venduti, ovvero 11,3 miliardi, sono relativi ad operazione di re-trade che non hanno minimamente inciso sullo snellimento dei crediti deteriorati in pancia al sistema. Gli NPL venduti sul primo mercato ammontano quindi a 12,6 miliardi di euro, valore che può addirittura uguagliare la nuova mole di crediti Non Performing che si sono rigenerati nello stesso anno, quasi ad annullare l’effetto delle operazioni NPL sullo stock da smaltire.

Chi vende e chi compra. I maggiori soggetti che nel 2016 hanno ceduto NPL sul primo mercato sono state le banche con il 75% delle transazioni. Il 16% è arrivato dal settore delle società finanziarie di credito al consumo ed automotive, mentre il restante 9% proviene dal mondo Utility e TLC. Oltre la metà delle operazioni, ben 61 su 119, sono state condotte attraverso la costituzione di SPV (Special Purpose Vehicle): l’investitore utilizza questo veicolo cartolarizzando, in base alla Legge 130/99, i portafogli acquisti. Le altre operazioni sono state effettuate da intermediari finanziari e banche, come nel caso di Banca Ifis. Una parte minima delle acquisizioni in termini di GBV, infine, è stata effettuata da società di recupero crediti, alle quali la recente riforma sugli Intermediari Finanziari ha aperto la possibilità di comprare crediti in sofferenza, anche se con una serie di limitazioni.

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