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Bce: forte calo delle sofferenze, soprattutto in Italia

Le banche della zona euro hanno tagliato drasticamente lo stock di sofferenze nel quarto trimestre e Italia e Irlanda sono stati i due Paesi che hanno registrato le riduzioni più consistenti, secondo i dati raccolti dalla Banca centrale europea.

Le banche europee hanno, dunque, risposto prontamente alle richieste della Bce e hanno ridotto le esposizioni non performanti (Npe) a 931 miliardi di euro nel quarto trimestre 2016 contro i 972 miliardi di tre mesi prima. La metà del calo è da attribuire all’Italia con Unicredit  che ha aperto le danze con la cessione di sofferenze per 17,7 miliardi a Fortress Investments e Pimco.

Ma per ora Unicredit  resta sola. La stessa Banca d’Italia di recente ha sottolineato che le altre banche italiane non hanno fatto progressi rilevanti sulla cessione dei crediti deteriorati, in un momento in cui un credito italiano su dieci è considerato dubbio e il Paese conta più di un quarto dei crediti deteriorati della zona euro.

Anche in Spagna, che ha il maggior ammontare di sofferenze dopo Italia e Francia, non sono stati fatti progressi, secondo la Bce. Mentre le banche irlandesi hanno ridotto i non performing loans a 33,5 miliardi da 38,5 miliardi. E’ migliorato anche il tasso di copertura medio delle sofferenze al 44,6% rispetto ai tre mesi precedenti.

L’indagine Banking lending survey a cura della Bce ha inoltre rilevato che nei tre mesi al 31 marzo si sono allentati rispetto al quarto trimestre 2016 i criteri nella concessione di finanziamenti erogati dalle banche italiane sia alle imprese sia alle famiglie. Guardando, tuttavia, alla prospettiva per il secondo trimestre “è prevedibile una leggera inversione di tendenza nei criteri di concessione del credito”.

Sempre nei primi tre mesi di quest’anno, si è notato un nuovo assottigliamento dei margini sulla media dei finanziamenti per le banche italiane, come per le tedesche e le francesi, che risultano, però, in aumento nel caso dei prestiti a maggior rischio. In calo, invece, la domanda netta di credito da parte delle imprese italiane, mentre è aumentata la richiesta di finanziamenti al consumo e da parte delle famiglie.


Autore: Francesca Generosa
Fonte:

Milano Finanza

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