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Carige: aumento anche senza il veicolo per Npl

Banca Carige opererà l’aumento di capitale da 450 milioni indipendentemente dall’esecuzione dell’operazione di deconsolidamento, in un veicolo ad hoc, dei non performing loans; peraltro, proprio per rendere operativo il deconsolidamento, la banca sta valutando l’ingresso di terzi nel veicolo. Sono alcuni degli elementi che emergono dalla risposta fornita ieri dal cda dell’istituto genovese a una lunga serie di richieste di chiarimenti inviata dalla Consob ai vertici di Carige.
L’organismo di vigilanza impone, tra l’altro, alla banca di aggiornare il mercato, con cadenza quantomeno trimestrale, sullo stato di avanzamento del piano strategico 2016-2020 varato il 28 febbraio scorso.
Dal documento compilato dal cda emerge, tra l’altro, che Bce, dopo l’ispezione svolta dal 7 marzo al 29 luglio 2016 in Carige (dalla quale sono emerse «maggiori rettifiche di valore per circa euro 348 milioni») e le azioni intraprese della banca per accogliere (largamente ma non del tutto) le osservazioni di Francoforte, ha inviato un’altra comunicazione il 6 marzo scorso.
Una missiva dove si rilevano «carenze relative al processo di gestione del credito (quali, monitoraggio, politiche di pricing e struttura organizzativa), a fronte della quale Carige è tenuta a fornire risposta scritta entro il 5 aprile 2017 indicando le azioni che la Banca ha già intrapreso o intende intraprendere» per superarle. Per contro la banca «non ha ancora ricevuto alcun riscontro da parte delle stesse Autorità di vigilanza», in merito al piano strategico aggiornato.
Consob chiede a Carige puntuali delucidazioni sull’operazione di deconsolidamento del portafoglio sofferenze e dell’aumento di capitale e, in particolare, sulla cartolarizzazione di 950 milioni di Npl e sulla «scissione parziale proporzionale di Carige», con la costituzione di una nuova società per azioni destinata a contenere ulteriori 2,4 miliardi di sofferenze. Su questo argomento, Carige precisa, fra l’altro, che «la prospettata scissione prevede l’attribuzione alla beneficiaria del ramo d’azienda dedicato alla gestione del portafoglio di Npl della banca, ivi compreso un portafoglio sofferenze del valore lordo di circa 2,4 miliardi, nonché eventualmente le attività e passività derivanti dal portafoglio ceduto nell’ambito dell’operazione di cartolarizzazione. Allo stato si prevede, altresì, di attribuire inizialmente alla beneficiaria passività di Carige, prevalentemente inerenti a rapporti interbancari, a fronte dell’attivo costituito prevalentemente dai crediti deteriorati. Il patrimonio netto della beneficiaria sarà definito in misura adeguata a sostenere le esigenze del piano industriale della stessa». Carige precisa poi, sempre riguardo al veicolo, che «potrebbe risultare necessario conseguire, per quanto possibile, una differenziazione dell’azionariato delle due società, pur partendo inizialmente dalla struttura di una scissione proporzionale, quindi anche valutando le condizioni per l’ingresso di terzi nel capitale della beneficiaria».
Carige prcisa poi che «è stato previsto un aumento di capitale fino a 450 milioni, da realizzare entro il corrente anno». E che «l’intervento è programmato indipendentemente dall’esecuzione della prevista operazione di scissione proporzionale». Sono inoltre «in fase di studio iniziative di liability management exercise», per le quali «si sta valutando, in particolare, la possibilità di convertire in azioni (o altri strumenti di capitale di rischio), con modalità e in misura da definire, strumenti T1 e T2 (perpetui e/o subordinati) emessi dalla banca. Nel caso vengano realizzate, tali iniziative di Lme darebbero luogo, per la quota di strumenti convertita in azioni, a un aumento di capitale riservato ai portatori di tali strumenti». Carige ha anche spiegato che sono stati avviati contatti per l’individuazione delle banche da incaricare per la costituzione del consorzio di garanzia per la ricapitalizzazione.
Consob ha chiesto spiegazioni anche sui contensiosi in corso di Carige. E ier si è tenuta un’udienza a Genova sulla richiesta d’urgenza, presentata dai fondi Apollo, per chiedere l’inibizione dei diritti di voto sulla quota del 17,58% di Carige detenuto da Malacalza. La risposta del tribunale è attesa venerdì.


Autore: Raoul de Forcade
Fonte:

Il Sole 24 Ore

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