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Carige, nuovo piano alla Bce: una bad bank per le sofferenze e aumento da 450 milioni

Carige vara una sorta di «bad bank» da assegnare ai suoi stessi azionisti, per liberarsi dei crediti in sofferenza, pari a 3,7 miliardi, scendendo dal 33,8% al 13,1% di npl ratio. In più il gruppo guidato da Guido Bastianini varerà un aumento di capitale fino a 450 milioni di euro, eventualmente anche ricorrendo a misure di liability management (sull’esempio di Mps), per accelerare la pulizia di bilancio che la Bce ha richiesto entro il 2019 e «rilanciare il business tradizionale». Il consiglio ha approvato ieri l’aggiornamento del piano al 2020 che si basa sul deconsolidamento degli npl: 950 milioni verranno cartolarizzati, mentre 2,4 miliardi finiranno in un veicolo di gestione che verrà scisso dalla banca e assegnato ai soci (in testa la famiglia Malacalza, al 17,5% e Gabriele Volpi con il 6%). II debito della bad bank verrà collocato sul mercato e nel veicolo potrebbero entrare altri investitori. In Carige resterebbero 376 milioni di sofferenze nonché gli altri deteriorati da gestire con una unità ad hoc. Per il risparmio dei costi (dall’81% al 59,8% di cost-income) sono previste 89 chiusure di filiali (per arrivare a quota 480) e 155 esuberi, nonché l’incorporazione della Banca Cesare Ponti. L’utile 2019 è atteso a 169 milioni e il patrimonio al 14,1% dall’attuale 11,4% (come indice Cet1). Intanto è confermato che Mps dal 20 marzo lascerà l’indice di Borsa Ftse-Mib, visto che rimane sospesa dalle negoziazioni da parte della Consob.


Fonte:

Il Corriere della Sera

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