Credito e consumatori

Bancomat e carte di credito: meno tasse per chi paga e incassa?

Troppo il denaro ancora circolante in Italia per effettuare acquisti, proprio per invertire tale tendenza, il Governo starebbe pensando a meno tasse per chi paga e chi incassa ‘no cash’. Gli italiani ad oggi usano più di ogni altro paese in Europa il denaro contante, si pensi che si effettua ancora l’87% delle transizioni senza moneta elettronica. Gli ultimi dati dell’ABI ci vedono agli ultimissimi posti in Europa nei mezzi di pagamento alternativi al contante con appena 30.1 operazioni pro capite annue, peggio di noi solo Bulgaria, Grecia e Romania. Dato allarmante se si pensa che la media continentale si attesta su 202.32 pagamenti annui, e gli svedesi arrivano a farne 402.32 pro capite. Vero è che, nonostante queste cifre, qualcosa pare stia cambiando anche in Italia. Secondo i dati CRIF infatti nel corso del 2015 il numero dei pagamenti effettuati con strumenti diversi dal contante a livello nazionale è cresciuto del +10.3% rispetto al +6.5% registrato l’anno precedente.

Ad oggi però, nonostante queste evoluzioni, pesa un dato oggettivo: ogni 100 operazioni, 87 avvengono ancora in contanti, la media dei Paesi Ue è di 60. Proprio per questa ragione e per spronare gli italiani all’uso dei mezzi alternativi al contante il Governo pare stia seriamente pensando ad interessanti incentivi per quanti abbandonino l’uso del contante, rendendo così più trasparenti anche le operazioni svolte. Il Corriere della Sera, pochi giorni fa, ha enunciato un’ iniziativa che consentirebbe di andare verso una vera e propria rivoluzione dei pagamenti no cash.

Come funzionerebbe?

Sconti per chi usa carta di credito e bancomat per gli acquisti e incentivi per i commercianti. I primi potrebbero dedurre dalle tasse una parte del prezzo d’acquisto, mentre i venditori sarebbero agevolati con commissioni più basse e incentivi per l’acquisto delle attrezzature per il pagamento elettronico.. Allo stesso tempo verrebbero aumentate le sanzioni per chi chiede pagamenti in nero. La ricetta non è nuova, fa sapere il Corriere della Sera, ed è funzionante. Ad esempio la misura ha funzionato perfettamente in Argentina, Colombia e Uruguay e in Corea del Sud, dove le transazioni elettroniche sono aumentate dal 5 per cento del 1990 al 75% di oggi. La linea di tendenza globale va in questa direzione, infatti, anche la Banca Centrale Europea ha deciso che dal 2018 non potranno più circolare le banconote da 500 euro, allo scopo di limitare l’evasione fiscale.

ABI favorevole al cambiamento, gli sconti sui pagamenti ‘no cash’ ottima soluzione

L’ABI, l’associazione delle banche italiane, concorde agli incentivi che potrebbero fare la differenza tra gli italiani ed invogliarli nell’uso dei mezzi di pagamento elettronici, sottolinea come nei primi mesi di quest’anno vi siano state 181 milioni di operazioni con carte di credito presso esercizi commerciali e 57 milioni online. Un passo avanti considerevole rispetto allo stesso periodo del 2015, che fa registrare un incremento di circa il 30% del numero di operazioni in rete e del 275% presso esercizi commerciali. L’Italia nonostante questi dati positivi resta ad oggi il fanalino di coda in Europa per l’uso della moneta elettronica, ma gli sconti potrebbero consentire la svolta e l’abbandono del cash, perché non provarci?

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