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Finanza alternativa, quale sarà il futuro del prestito peer-to-peer e quali i vantaggi per le PMI?

Il Social Lending ormai noto anche come P2P (Peer to Peer) Lending, altro non è che un prestito tra privati, ed è divenuto in pochissimi anni un fenomeno molto diffuso.  Al momento è una delle pratiche più osannate in cui i privati comunicano tra di loro attraverso community attive e si scambiano denaro senza dover ricorrere alle banche.  Il Social lending è in continua espansione in Italia, tra i fattori che ne hanno determinato la crescita vi è sicuramente la stretta creditizia delle banche e la crisi economica che porta molti privati ad avere necessità di liquidità immediata a fronte di poche garanzie. Del futuro del P2P, peer to peer, se ne è parlato al meeting più autorevole della finanza alternativa in Europa, Lendlt Europe tenutosi a Londra lo scorso 10 ed 11 Ottobre. A questo evento molto prestigioso hanno partecipato anche fondo di venture capital P101 e Borsa di Credito, il primo marketplace lending italiano per le aziende. Oltre 200 relatori sono intervenuti all’evento, il cui obiettivo principale è riunire le principali piattaforme di prestito, gli investitori e i fornitori di servizi di lending per creare opportunità di informazione, networking e sviluppo del business. Il Lendlt Europe ha visto la partecipazione anche di numerosi CEO delle principali piattaforme Fintech, di svariate banche e società di asset management e la collaborazione di peer-to-peer Finance Association (P2PFA, l’organo di autoregolamentazione del settore).

Anche Credit Village, interessata al tema della finanza digitale, terrà il prossimo 16 novembre  al Crowne Plaza di Milano il 10° CVDAY, dal titolo : ‘Tutela del credito: the day after’ in cui si in cui si parlerà di argomenti analoghi e si cercherà di fare chiarezza e spiegare agli operatori del settore i pericoli e le opportunità che tali cambiamenti comporteranno nel breve periodo.

Vediamo cosa è emerso dall’evento Europeo.

Prosegue il trend crescente nel settore dei prestiti alle piccole e medie imprese, resta infatti molto alta l’aspettativa di crescita del peer to peer specie nei Paesi come il nostro ove il settore è ancora agli albori ma si sta espandendo per le sue caratteristiche intrinseche. Una recente ricerca fatta dalla Cambridge University, Sustaining Momentum, ha evidenziato come in tutta Europa il mercato del crowdfunding e del prestito peer-to-peer sia cresciuto nel solo 2015 addirittura del 92%. Nello specifico la ricerca evidenzia come la componente del prestito alle imprese sia il secondo maggiore segmento del mercato dopo il credito al consumo. Inoltre l‘indice LARI (Liberum AltFi Returns Index) che misura i ritorni del peer to peer ha evidenziato come il prestito alle piccole e medie imprese abbia ritorni superiori alle altre asset class tradizionali e alle aspettative. Il P2P Lending in UK ha già rappresentato la svolta per le piccole e medie imprese, dando vita ad una rivoluzione che ha stimolato la spinta all’innovazione nelle aziende e di conseguenza ha creato un circolo virtuoso sull’economia. In Italia l’aspettativa di crescita del social lending è alta, seppur ancora molto lontana dai dati registrati in UK, dal momento che continua ad aumentare l’importo e il numero delle somme erogate attraverso il prestito peer-to-peer. La ragione è semplice: ben il 99% della totalità delle imprese nazionali, stando ai dati forniti dall’Ufficio Studi ConfCommercio sono piccole e medie imprese e non è raro che queste abbiano problemi di accesso al credito bancario. Problemi che attraverso questo credito alternativo verrebbero così superati e in gran parte risolti. L’Italia oggi è il Paese, confrontato al resto d’Europa, che segna gli incrementi maggiori nel mercato del P2P lending: +287% nel 2015 e +580% rispetto al solo milione di euro di due anni prima. Un vero è proprio boom nato inizialmente tenendo fuori le banche, Il successo del fenomeno del prestito tra privati é da ricercarsi anche nelle condizioni vantaggiose, chi presta e chi riceve. I tassi, rispetto a quanto offerto da banche e finanziarie, sono più bassi per chi ottiene il prestito e gli interessi più alti per chi presta denaro, inoltre i tempi di erogazione del prestito sono molto snelli. AD oggi si inizia ad evincere un cambiamento nel ruolo delle banche che cominciano ad apprezzare questo modello di finanza alternativa funzionante anche in Italia ormai su larga scala.

P2P come cambia il ruolo delle banche?

Le banche e i P2P lender non sono più solo competitor, nel medio periodo è prevista, infatti, la nascita di partnership e collaborazioni tra i due ‘giocatori’. Il coinvolgimento degli investitori istituzionali è decollato nell’Europa continentale, con il 24% dei prestiti peer-to-peer alle imprese finanziato da fondi pensione, fondi comuni di investimento, società di gestione del risparmio e banche. Nel corso dell’evento inoltre  si è parlato molto approfonditamente dei big data che presuppongono nuove capacità di collegare fra loro le informazioni per fornire un approccio visuale ai dati, suggerendo pattern e modelli di interpretazione fino a ora inimmaginabili. Fondamentale è ricordare l’importanza crescente che questi ultimi hanno nel Fintech e le conseguenze virtuose del loro utilizzo. I big data aiutano a raccogliere informazioni sul mondo delle piccole e medie imprese permettendo così una maggiore trasparenza e un accrescimento della conoscenza.


Autore: Erica Venditti
Fonte:

Credit Village

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