Fisco, tributi e riscossioni

Fisco, addio agli studi di settore: arrivano gli indicatori di affidabilità. Ecco di cosa si tratta

Il ministero dell’Economia e Finanze ha deciso, dopo una riunione al dicastero con associazioni di categoria e ordini professionali, di dire addio agli studi di settore, ossia a quelle griglie elaborate con analisi economiche e statistiche dal Fisco per stimare i ricavi o i compensi che possono essere attribuiti a un impresa o lavoratore autonomo. Lo strumento fino ad oggi utilizzato per “misurare” ricavi e compensi di oltre 3,5 milioni di imprese e professionisti è ormai destinato ad andare in soffitta. Verrà sostituito gradualmente, come ha precisato una nota del Mef, con indicatori di compliance che avranno il compito di fornire il grado di affidabilità del contribuente.

Questa la proposta messa a punto da Sose, soluzioni per il sistema economico spa, e dalla Agenzia delle Entrate. Il nuovo strumento nel tempo porterà al superamento degli studi di settore e dunque al definitivo abbandono del loro uso come misura di accertamento presuntivo, nel dettaglio l’indicatore di compliance, sarà un dato sintetico che fornirà su scala da 1 a 10 il grado di affidabilità del contribuente. Se il contribuente raggiunge un grado elevato avrà accesso anche al sistema premiale che prevede oggi un percorso accelerato per i rimborsi fiscali, l’esclusione da alcuni tipi di accertamento e una riduzione del periodo di accertabilità.

Il grado di affidabilità costruito su basi statistiche, ecco come:

L’ indicatore di affidabilità sarà articolato in base all’attività economica svolta in maniera prevalente, con la previsione di specificità per ogni attività o gruppo di attività. Esso verrà costruito a partire da una base metodologia statistico-economica di ultima generazione che prende in considerazione molti elementi e li correla tra loro, tra questi:

  1. gli indicatori di normalità economica diventeranno indicatori per il calcolo del livello di affidabilità; invece dei soli ricavi saranno anche stimati il valore aggiunto e il reddito d’impresa;
  2. il modello di regressione sarà basato su dati panel (8 anni invece di 1) , garantendo una mole maggiore di informazioni e stime assolutamente più efficienti .
  3. il modello di stima avrà il compito di cogliere nel complesso l’andamento ciclico attraverso una nuova metodologia di individuazione dei modelli organizzativi e consentirà la tendenziale riduzione del numero, una maggiore stabilità nel tempo e assegnazione più robusta al cluster, ossia al gruppo di appartenenza.

Tra le novità indicate dal Mef, spiccano anche la riduzione delle informazioni richieste nel modello dati, in quanto i risultati saranno personalizzati per singolo contribuente sulla base degli effetti individuali calcolati con il nuovo modello di stima. Sarà poi cura della Agenzia delle Entrate comunicare al singolo contribuente il risultato dell’indicatore sintetico ottenuto e le sue diverse componenti, comprese quelle che appaiono incoerenti. In questo modo il contribuente sarà incentivato a confrontarsi sempre più spesso con l’Agenzia delle Entrate per migliorare la sua posizione sul piano dell’affidabilità e raggiungere più facilmente il punteggio che gli apre le porte al sistema premiale.

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